Recensione di “Cromo” di Andrea Biscaro.

Titolo: Cromo

Autore: Andrea Biscaro

Casa Editrice: La Ponga Edizioni.

Collana: L’orrore l’orrore

Anno di stampa: 2016.

Sinossi. Una fabbrica in Liguria, chiusa da tempo, continua, nonostante tutto, a produrre veleni. Il protagonista di questa storia è uno scrittore immusonito, demotivato, dopo l’ultimo thriller di successo di 7 anni prima. Ma il suo agente letterario crede ancora in lui e gli chiede di occuparsi del disastro ambientale causato dai veleni della fabbrica …

Recensione. Tra il thriller e l’horror, questa storia sembra essere anche un modo originale che l’autore ha trovato per affrontare dei  temi scottanti, delicati, come quello dell’inquinamento, che implica anche morti bianche,  sfruttamento, lobbies che giocano con la salute della gente. Antonio è uno scrittore di mezza età già affermato, che viene contattato da Valentina, il suo agente letterario, per indagare su una fabbrica chiusa da parecchi anni a causa dell’inquinamento, per poi scriverci un libro. Ma Antonio si sente imprigionato nella classica posizione di chi si sente già arrivato ma non ha più stimoli, crede di non avere più niente da dare, insomma, uno che si sente realizzato ma proprio per questo si sente anche finito, e oltretutto, complici forse la solitudine ed il sovrappeso accumulato negli anni, a poco più di 50 anni si sente vecchio. È indeciso se accettare o no l’insolita proposta di Valentina, che implicherebbe, per Antonio, indossare anche i panni del detective. Potrebbe essere una scusa per uscire da questa staticità, e, visto che l’indagine si svolgerà in Liguria, anche un pretesto per rivedere Simona, una ex che Antonio non ha mai dimenticato. Ma immischiarsi in certe faccende potrebbe essere molto pericoloso, anche perchè corrono voci che la fabbrica è stata riaperta di nascosto e ogni notte entra in piena attività, mentre di giorno ha l’aspetto di una fabbrica fantasma, di notte si sentono i rumori dei macchinari, l’odore dei forni, e come nell’immaginario di un cimitero infestato da fantasmi, si possono incontrare, all’ imbrunire, operai dall’aspetto di zombie e la pelle giallastra, che si trascinano in quel fetore di morte che impregna i loro corpi e sovrasta anche la natura circostante. Zombies che si trascinano in quella routine mortale e che insieme a quell’aria appestata sembrano voler contagiare chiunque, specie chi vuole scoprire la verità, come una sorta di condanna. Ma ogni mattina all’ alba tutto scompare, e rimane solo il silenzio spettrale e i rottami. Gli abitanti del paese vicino hanno eretto una sorta di muro protettivo di omertà e silenzio e prendono le distanze da questa che sembra essere una diceria. Anche nella biblioteca le notizie di questa fabbrica sembrano scomparse.

Cromo recensione

A questo punto la realtà si confonde con l’incubo: saranno fantasmi o persone reali quelle che si trovano a lavorare nella fabbrica, magari persone già intossicate che hanno accettato di lavorare di notte, o saranno le colpe che in qualche modo si materializzano rigurgiti di coscienza dei potenti, responsabili dello scempio della vita delle persone e dell ambiente, che è difficile mettere a tacere? Questo è un giallo in tutti i sensi, perché  il colore  giallo predomina. Giallo è il cromo, il materiale che viene utilizzato nella fabbrica responsabile dell’inquinamento, giallo è il colore della pelle dei malcapitati che l’hanno respirato, un colore che è simbolo di un morbo che sembra appestare progressivamente il mondo intero, e se, da una parte, sarebbe da vili fingere di non vedere, dall’altra parte ci sono delle figure minacciose, molto forti, che minacciano chiunque si ribelli o denunci questo sistema. E per finire, il giallo nel giallo, dove l’onirico sconfina con la realtà, dove alcune persone in apparenza fidate gettano la maschera e mostrano tutta la loro perfidia, in un folle e cruento voltafaccia, e tutte le situazioni incredibilmente prendono una brutta piega, e l’incubo sembra appestare persino il risveglio in un prologo inquietante..

Una storia veramente ben fatta, che sa affrontare temi sociali molto attuali, visti nella luce più dura e cruda, dosati sapientemente coi temi del giallo e dell’ horror, del reale e del fantastico. Mi sembra di leggere un messaggio  ed è quello che il mondo non dovrebbe ignorare, non girarsi dall’altra parte o si rimarrà incastrati nell’incubo che si materializza in quel fetore funesto che prima o poi potrebbe intossicare tutti.

 

Cecilia Piras

Precedente Disagio giovanile: il suicidio fa più vittime degli incidenti stradali. Successivo Cambio di stagione: come affrontarlo al meglio!