Recensione di “Agnese, una Visconti”, il romanzo storico di Adriana Assini.

TITOLO: Agnese, una Visconti

AUTORE: Adriana Assini

EDIZIONI: Scrittura&Scritture

ANNO: 2018

PAGINE: 319

AUTORE: Adriana Assini vive e lavora a Roma. Sulla scia di passioni perdute, gesta dimenticate, vite fuori dal comune, guarda al passato per capire meglio il presente e con quel che vede ci costruisce un romanzo, una piccola finestra aperta sul mondo di ieri. Dipinge, soltanto acquarelli. E anche quando scrive si ha l’impressione che dalla sua penna, oltre alle parole, escano le ocre rosse, gli azzurri oltremare, i luccicanti vermigli in cui intenge i suoi pennelli. Ha pubblicato diversi libri, tutti a sfondo storico, tra cui, nel catalogo di Scrittura & Scritture, i romanzi Agnese, una Visconti( 2018) Giulia Tofana. Gli amori, i veleni (2017), Un caffè con Robespierre (2016) La Riva Verde (2014) e Le rose di Cordova che dalla sua prima edizione del 2007 ha visto la fortuna di due edizioni successive e tre ristampe. www.adrianaassini.it è il suo sito web.

Agnese Una Visconti

SINOSSI: Sul finire del Trecento, a Milano governa Bernabò Visconti. Uomo dalla personalità magnetica, sa unire a una perenne sete di espansione l’amore per i suoi tanti figli, tra i quali Agnese è la prediletta. Per lei, che gli assomiglia nel volto e ancora di più nell’animo, predispone un avvenire radioso, sposandola al giovane Gonzaga, futuro signore di Mantova. Ma nell’incantevole città dei laghi i sogni hanno vita breve. Creatura indomita e fierissima, Agnese si rivela presto una spina nel fianco del consorte, rifiutandosi di vivere secondo regole e princìpi che le vanno stretti. Colpita da un susseguirsi di fatti tragici, fra battaglie perse e una passione travolgente, sfiderà a viso aperto le convenzioni dell’epoca e i nemici in carne e ossa, senza paura di mettere a repentaglio la sua stessa sorte. Una storia di emozioni forti, che testimonia quanto fosse pericoloso, in quello scorcio di secolo, essere una donna sola e battersi per le proprie idee.

RECENSIONE: “Inerme e inerte, Agnese sceglieva il silenzio non perché si fosse arresa prima ancora di iniziare a combattere, bensì per far capire a quei signori che lei, una Visconti, non riconosceva a veruno l’autorità di rovistare nella sua vita, infilare le mani nella sua biancheria, ficcare il naso nei suoi sentimenti più profondi”.

Mantova, piazza Pallone: nel cortile del palazzo ducale si trova una lapide a ricordo della sepoltura di Agnese Visconti, sposa di Francesco Gonzaga; e del suo presunto amante Antonio da Scandiano. Nata nel 1300, appartenente alla famiglia che dominava Milano prima degli Sforza, figlia di Bernabò Visconti e  Beatrice della Scala. Adriana Assini, l’autrice, mi ha reso molto felice scrivendo di lei, perché spesso le figure  storiche femminili a cui dedicare un libro, sono quelle più conosciute. Agnese, prediletta figlia del signore di Milano, donna con un destino già deciso in base agli interessi dinastici, ma non pronta a rassegnarsi: la sua storia, narrata nel libro, parte da poco prima delle nozze con Francesco di casa Gonzaga (Mantova). Siamo nell’epoca delle Signorie in Italia: l’ambientazione viene descritta in maniera particolareggiata. Vengono riportati usi e costumi dell’epoca, con  termini precisi e appropriati. Ho la fortuna di conoscere bene Mantova, per cui ritrovo le atmosfere tipiche della città sui due laghi. Scrittura & Scritture ci offre una lettura appassionante: le vicende di una donna che non rinuncia ai suoi princìpi, nota stonata nell’epoca in cui la parola dei signori cambiava repentina in base alle alleanze.

– Dovete essere folle se pure a un passo dall’inferno restate fedele alla vostra cieca intransigenza.

– L’inferno? Per me è quello che vivo tutti i giorni, standovi accanto, mio signore.

Agnese a soli tredici anni, possiede già una volontà da adulta, mal comprende come debba piegarsi alle nozze con uno sconosciuto. Tale opposizione resterà una caratteristica di tutta la sua vita, prima verso i desideri paterni, poi nell’unione con Francesco, così lontano dai cavalieri di cui leggeva. La bellezza di questo libro si può trovare nel confronto tra la biografia reale e il personaggio letterario scaturito dall’inventiva di Adriana Assini. Le pagine di Agnese, una Visconti riportano in vita questa donna del Trecento, in maniera vivida e realistica, riuscendo a far emergere personaggi forti e pieni di spessore. Come ogni romanzo storico è ricco di vicende ricreate in modo fedele e coinvolgente, segno della grande preparazione dell’autrice: più volte, infatti, si trovano riferimenti ad avvenimenti noti di quell’epoca (il colpo di stato contro Bernabò di Gian Galeazzo Visconti, che catturò e fece rinchiudere a vita nel castello di Trezzo lo zio e i figli Ludovico e Rodolfo; la lotta tra Giovanna d’Angiò e Carlo d’Angiò – Durazzo). Così anche il finale è fedele a ciò che la Storia tramanda.

Agnese, una Visconti, da Marzo in libreria, un romanzo storico appassionante, mai lento o pesante. Ambientato in un’epoca, in cui le donne non avevano libertà, tuttavia, alle volte rappresentavano figure forti e degne di ammirazione come Agnese.

 

Arianna Puri

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