Il lato ridico delle cose, recensione di “Io mi libro” di Alessandro Pagani.

 

«L’umorista è uno che istintivamente sente il ridicolo dei luoghi comuni e perciò è tratto a fare l’opposto di quello che fanno gli altri», così scriveva Achille Campanile, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e giornalista italiano, una delle penne più brillanti del Novecento, che come nessuno, si è divertito a strimpellare tutte le corde della nostra ricca lingua. Riconosciuto a livello mondiale per i suoi giochi di parole, freddure, calembour e battute all’insegna del paradosso, Campanile ha saputo raccontare con ironia l’italianità in ogni sfaccettatura, accentuandone difetti e vizi, senza dimenticare, però, i piccoli grandi problemi quotidiani con cui l’uomo fa i conti ogni giorno. Come lui, Cesare Zavattini, Ennio Flaiano, Leo Longanesi e Giovanni Guareschi, intellettuali che sono stati capaci di combinare il surrealismo e il grottesco, di rappresentare lo scontro tra il principio di piacere e quello di realtà, di cogliere il lato tragicomico della vita.

Ed è quella di Campanile&Co un tipo di letteratura poco riconosciuta. Si pensi proprio a Campanile stesso, acclamato dal grande pubblico, ma tiepidamente apprezzato da critici e accademici. Per ben due volte si è aggiudicato il Premio Viareggio, nel 1933 con La Tribuna e nel 1973 con Manuale di Conversazione, ma per sua stessa ammissione non si stancato mai di pensare che quello del comico fosse un genere bistrattato. Anche Totò, la marionetta, l’attore partenopeo più amato di sempre, applaudito a teatro da Zavattini e dal giornalista Gaetano Afeltra, che faceva il tutto esaurito, era sofferente all’idea che nessuno riconoscesse le difficoltà che sono alla base della umorismo stesso:

«Non è una cosa facile fare il comico, è la cosa più difficile che esiste, il drammatico è più facile, il comico no; difatti nel mondo gli attori comici si contano sulle dita, mentre di attori drammatici ce ne sono un’infinità. Molta gente sottovaluta il film comico, ma è più difficile far ridere che far piangere.»

Oggi si può dire lo stesso? Difficile dare una risposta. Certamente nulla è più complicato di una battuta perfetta. Lo sa bene Alessandro Pagani, autore di “Io mi libro”, una raccolta di 500 frasi umoristiche che promuovono, attraverso giochi di parole, doppi sensi e freddure, una capacità umana indispensabile per vivere meglio: saper ridere di noi stessi. “Io mi libro”, edito dalla casa editrice “96, Rue De La Fontaine” di Torino (una frase del libro apparirà anche sull’agenda Comix 2019), è la sua seconda pubblicazione dopo il manoscritto “Perché non cento?” stampato da Alter Ego/Augh di Viterbo nel 2016, e il libretto stampato in proprio del 2015 “Le Domande Improponibili”, 99 poesie dove ha cercato di unire la sua voglia di sperimentare ad una forma di scrittura più tradizionale.

Un libro leggero, che strappa qualche risata, sapendo restituire brio, entusiasmo e intelligenza, ingredienti indispensabili per nuotare o perlomeno per tenersi a galla. Io ti libro, che già nel titolo è deviazione dalla norma – gioca difatti sulla fantastica combinazione del verbo “librare” con il sostantivo “libro”, che trova concretezza nella copertina – fa ridere e sorridere. Troverete battute basate sulla polisemia delle parole del tipo «Quel baritono è troppo altezzoso: si dà un sacco d’arie!» o «Il legno più dolce è di abete», ma anche mini sketch, vicini alle barzellette, quali “Un amico muratore, licenziato dal capomastro, ha deciso di darsi allo sport” – “Quale?” – “Il lancio del martello” oppure “Ieri sera, davanti a una pasta alla carbonara, ho lasciato mio marito” – “Come mai?” – “Perché mi aveva promesso mari e monti”. A chiusura del libro, cinque classifiche personali dell’autore: Dieci cose che non sai di me, Dieci buone scuse per camuffare il cinquantesimo compleanno, i dieci ossimori più belli, quindici indizi per una giornata no, Dieci libri alternativi da portare in vacanza, e in ultimo un raccontino dedicato al sogno dal titolo “Breve raccorto onirico”. E volete sapere quali sono gli ossimori più belli? “Felicemente sposato”, “cercasi apprendista con esperienza”, “politico onesto” e “sviluppiamo tecnologia militare per scopi pacifici”. Non vi pare che in queste poche parole ci sia tanta attualità?

A scuola… “Professore, mio figlio ha sempre la testa tra le nuvole… Che mestiere gli consiglia?” “Il metereologo, signora.

Io mi libro è un libro senza pretese, leggero, che ha in bocca il gusto delle spensierate giornate al sole, del rumore del mare e dell’aperitivo in compagnia. Già, perché, diversamente dal solito, è un libro che si può leggere – anzi l’effetto sarebbe ancora più dirompente – assieme a parenti, amici e perché no, anche al proprio partner. Del resto non è il riso l’anticamera dell’amore?

Io mi libro

Titolo: Io mi libro

Autore: Alessandro Pagani

Editore: 96, Rue De La Fontaine

Collana: Il lato inesplorato

Formato: cartaceo

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

Cristina La Bella 

 

 

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