Al teatro ipogeo di Sforzatica S.Maria in Dalmine va in scena il 27 gennaio “La Locandiera”, tratta dall’opera di Carlo Goldoni.

A 265 anni dalla prima pubblicazione “La Locandiera” rimane ancora e sempre un classico del teatro italiano, nonché una tra le opere più conosciute e amate del suo autore Carlo Goldoni. La storia di Mirandolina, seppur ambientata nel ‘700, presenta un tema di forte attualità e interesse, che mostra quanto il ruolo della donna sia centrale per tenere le salde redini di una attività gestendo nel modo più spassoso e intelligente possibile i rapporti interpersonali con i vari avventori. Mirandolina è un personaggio molto moderno e presenta l’immagine di una donna assai scaltra e abile nel destreggiarsi in mezzo ad una schiera di corteggiatori che la circondano mentre lavora nella sua bottega.

Il fatto che Goldoni abbia scelto per la sua opera una locandiera affaccendata e così irriverente, lo rende un autore non solo particolarmente abile nella scrittura di storie accattivanti e innovative, ma anche e soprattutto un lungimirante artista che decide di far risaltare quelle doti di intelligenza e furbizia proprie delle donne di oggi come di allora. Presentare un personaggio femminile che dirige una propria locanda è una novità assoluta nel panorama letterario italiano che accoglie tutto ciò con un interesse tale da rendere questo personaggio un vero e proprio punto di riferimento per la scrittura teatrale a venire. Di certo la storia di Mirandolina e dei sui intrighi è già stata rappresentata moltissime volte nell’arco degli anni, ma questa è una di quelle storie che non si smette mai di vedere volentieri e che si lascia facilmente sedurre dall’abilità del suo regista teatrale, che ogni volta la propone in modo diverso. Ogni spettacolo che la rappresenti ha qualche particolare nuovo, un dettaglio che prima non avevamo colto e che vale la pena di rimarcare e osservare con più attenzione.

Non fa eccezione lo spettacolo teatrale che debutterà presso il teatro ipogeo di Sforzatica S. Maria in Dalmine presentata da “La Gilda delle arti” di Miriam Ghezzi e che sotto la direzione artistica di Armanni Nicola trova una nuova luce in grado di illuminare anche gli angoli più nascosti della personalità eclettica di Mirandolina. Questa produzione teatrale vuole vestire di una nuova luce questa tradizionale, ma mai passata novella che ha così tanto appassionato il pubblico teatrale e letterario negli anni . Mai come oggi il ruolo della donna non solo è centrale nella società, ma è la chiave di volta di un cambiamento che ha una forza tutta nuova, benché radicata in una tradizione molto antica e che quindi merita di essere guardata da ogni prospettiva. A chi volesse godersi appieno questo bellissimo testo teatrale rappresentato al meglio dallo spettacolo di Miriam Ghezzi, coinvolgente ed elegante allo stesso tempo, non resta che recarsi al Teatro Ipogeo di Sforzatica S. Maria in Dalmine (“La Gilda delle arti”) a Bergamo  il 27 gennaio 2018 alle 20.45. Pensate un po’ è la 25a produzione della compagnia, e udite udite: “ad ingresso libero”. Cosa desiderare di più per trascorrere una piacevole serata? 

 

Serena Cerrone 

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