Black is forever black. Evoluzione e curiosità dell’intramontabile abito nero

Innovazione. E libertà di stile. Se pensiamo al little black dress magari questi concetti non ci vengono in mente subito eppure, a più di 90 anni (avete letto bene, e si, sono così tanti) dalla sua creazione, questo semplice capo è un must have nel guardaroba di ogni donna. Fu proprio Coco Chanel, nel lontano 1926, a creare questo abito così semplice quanto versatile. Lei stessa sosteneva l’idea dell”innovazione! “Una persona può essere sempre innovativa”. Certamente la sua idea lo era.

La petite robe noire come viene  spesso chiamato è anche la conferma che “la moda passa, lo stile resta” come diceva spesso la stessa Chanel. Un semplice abito nero può davvero cambiare il modo di fare moda, il suo concetto viene certamente stravolto: se un tempo una donna, per essere presentabile, doveva indossare il corsetto e innumerevoli strati per essere socialmente accettata, oggi con un semplice abito di Jersey è perfettamente vestita ed elegante. Perché un abito nero semplice da modo di scegliere il proprio stile, creandolo con gli accessori che ci contraddistinguono.

Coco Chanel aveva davvero svincolato l’uso dell’abito nero, in quanto prima era ritenuto adeguato solo in situazioni di lutto; ora  divenuto sinonimo di eleganza.  La stragrande maggioranza delle donne ne possiede almeno uno. Perché ci piace tanto? Perché grazie alla sua semplicità anche con una collana, una borsa o una scarpa particolare lo possiamo personalizzare e rendere nostro, unico insomma.

Nelle diverse decadi questa tipologia di abito è sempre stata apprezzata, infatti anche volti noti dello star system hanno spesso scelto il little black dress come “uniforme”: chi potrà mai dimenticare l’iconica Audrey Hepburn indossare il tubino nero mentre vestiva i panni di Holly Golightly in Colazione da Tiffany? E pensare che l’abito era stato creato apposta per lei da Givenchy, e venduto nel 2016 all’asta (da Christie’s) per una cifra superiore ai 400.000£!

Anche la duchessa Wallis Simpson possedeva diversi Little black dresses. In tempi più recenti è anche più difficile contare quante siano le star che lo indossano, vista la versatilità del capo. Il little black dress, anche abbreviato LBD, ha tante forme diverse , che sono anche il frutto del gusto di decadi differenti:

  • Anni ’20: nasce il classico tubino nero, anche simbolo di una moda accessibile e più semplicistica
  • Anni ’30: con il contributo di Elsa Schiaparelli viene introdotto un abito che, scandalosamente, prevede la schiena scoperta
  • Anni ’40: Dior, nel 1947, introduce il New Look che prevede una forma” a corolla”, ovvero ispirata a quella dei fiori, che davano la forma stessa dell’abito. Diversamente dalla linea pulita del tubino nero di Chanel, quello proposto da Dior è un modello opulento , con fianchi imbottiti e spalle tondeggianti.
  • Anni ’50: il concetto di semplice eleganza viene inevitabilmente associato al LBD; sono gli anni delle ampie gonne a ruota e della vita strettissima.
  • Anni ’60: gli anni della ribellione e dei movimenti giovanili, pertanto le gonne si accorciano e il LBD diventa mini
  • Anni ’70: si usano tessuti sintetici, come il Jersey, e il LBD viene spesso abbinato a tacchi altissimi e borse a tracolla
  • Anni ’80: sono questi anni di stravaganza e di sovrapposizione di stili, infatti abbiamo diverse tendenze neo barocche che portano alla distorsione delle linee pulite del LBD, abbiamo infatti aggiunta di elementi come corsetti o rinforzi; ma la parola d’ordine è esagerazione.
  • Anni ’90: diversamente dalla decade precedente, si ritorna alle linee pulite e minimali, il LBD arriva al ginocchio e viene abbinato ai tacchi a spillo, semplice ma di impatto.

Quindi, se ancora non avete un Little Black Dress nel vostro armadio dovete subito provvedere! Magari approfittando dei saldi invernali in corso potete trovare qualcosa, perché ricordate che il LBD può essere indossato sia di giorno che di sera: basta un cambio di accessori e il gioco è fatto!

Melania Rinaldi

 

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