Il capolavoro di Jackson, tratto dal romanzo di Tolkien: “Il signore degli anelli. La compagnia dell’anello”.

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello (Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring) è un film colossal del 2001. Diretto da Peter Jackson e tratto dall’omonima prima parte del romanzo di J. R. R. Tolkien “Il Signore degli Anelli”. Uscì nelle sale statunitensi il 19 dicembre 2001, in Italia si è dovuto attendere il 18 gennaio 2002. Si tratta del primo capitolo di una trilogia epica: questo film è seguito da “Il Signore degli Anelli – Le due torri e da “Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re”, che conclude la trilogia cinematografica. L’inizio del film è contraddistinto dalla presenza di una voce profonda e penetrante che recita queste parole:

“Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,

Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,

Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,

Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,

Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende.

Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,

Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,

Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.”

Il testo di questa poesia è composto da Tolkien prima della scrittura del Signore degli Anelli; risale probabilmente allo Hobbit, quando l’Anello viene introdotto per la prima volta. Sembra essere parte di un antico poema elfico. Per anni la realizzazione di questo film è stata considerata impossibile. Per la sua concretizzazione dobbiamo ringraziare il regista neozelandese Peter Jackson, che iniziò ad inseguire il sogno di portare sullo schermo la Terra di Mezzo nel 1995. Jackson ha amato la trilogia di Tolkien, ha colto la filosofia sottesa ed evidente durante la visione dei film, non ha deluso nessuno. È riuscito del tutto nell’impresa di riprodurre fedelmente le ambientazioni e le emozioni del libro. Ottima la scelta degli attori: Ian Holm nella parte di Bilbo, Elijah Wood è un Frodo ingenuo, ma determinato, Ian McKellen (Magneto in X-men) rende il personaggio di Gandalf con maestria e la giusta dose di ironia, Christopher Lee nei panni di Saruman il traditore, azzeccatissimi sono gli interpreti degli umani Aragorn (Viggo Mortensen) e Boromir (Sean Bean). Difficile è stata la scelta delle attrici che avrebbero dovuto interpretare gli elfi femmina, ma sono state selezioni felici. Sia Liv Tyler (Arwen) sia Cate Blanchett (Galadriel) forniscono una grande prova di bravura, riuscendo a cogliere nei personaggi quella velata impalpabile malinconia ben delineata nel libro.

Gandalf: Uno stregone non è mai in ritardo, Frodo Baggins. Né in anticipo. Arriva precisamente quando intende farlo.

Arwe : Preferirei dividere una sola vita con te che affrontare tutte le ere di questo mondo da sola. [ad Aragorn]

 Il primo capitolo vede lo hobbit Frodo Baggins cominciare il suo viaggio verso Mordor per distruggere l’Unico Anello, creato dal malvagio Sauron. Il Consiglio di Elrond di Gran Burrone decide di affiancare a Frodo la “Compagnia dell’Anello”. Un gruppo di guerrieri (e amici) composto dallo stregone Gandalf il Grigio (guida del gruppo), gli uomini Aragorn e Boromir, l’elfo Legolas, il nano Gimli e gli hobbit Sam, Merry e Pipino.

CURIOSITÁ: Le riprese si sono svolte in Nuova Zelanda, in molti set sparsi per la nazione. La Contea è visitabile a Hobbiton (nome del luogo reale della Contea di Hobbiville che si trova a Matamata). La colonna sonora è composta da Howard Shore, presente anche nei successivi capitoli.  Sean Bean ha una vera e propria fobia per quanto riguarda gli elicotteri, il che divenne un problema quando era necessario girare in certe location. Per la sequenza dove la Compagnia dell’Anello attraversa un passo innevato, l’attore britannico si prese quindi la briga di alzarsi prestissimo, indossare il costume di scena e farsi a piedi il tragitto fino alla cima della montagna, impiegando due ore ogni mattina mentre gli altri interpreti arrivavano tranquillamente in volo. Prima di ottenere la parte di Gandalf, Ian McKellen era quasi completamente ignaro dell’universo tolkieniano. In seguito l’attore divorò con interesse il testo originale, portandoselo dietro anche sul set, come altri attori e membri della troupe. Arrivò persino ad ispirarsi alla voce di Tolkien per interpretare Gandalf, dopo aver ascoltato delle registrazioni dell’autore che leggeva i romanzi. Queste registrazioni furono anche usate dall’insegnante di dizione elfica per aiutare il cast con le battute scritte nelle lingue fittizie create dallo scrittore. Per ricreare i caratteristici piedi degli hobbit venivano usate delle protesi che inglobavano soltanto i piedi degli attori, rimanendo scomode e costringendo questi ultimi a toglierle dopo un certo tempo di utilizzo. Durante le riprese Liv Tyler, che interpretava Arwen, lasciò le sue orecchie finte sul cruscotto della sua auto, al sole. Quando tornò, le trovò completamente sciolte dal calore. – Orlando Bloom partecipò alle selezioni del cast per ottenere il ruolo di Faramir, per essere poi richiamato per vestire i panni dell’elfo silvano Legolas Greenleaf. Sean Connery ha rinunciato al ruolo di Gandalf nella trilogia “jacksoniana” del Signore degli Anelli, perchè non voleva restare diciotto mesi in Nuova Zelanda per le riprese e perchè non era riuscito a capire i romanzi di Tolkien e la sceneggiatura del film.

ERRORI: Gli Hobbit hanno grandi piedi pelosi, e girano sempre scalzi. Sul passo di Montagna, mentre Frodo rotola sulla neve, si vede il collo dello “stivale” a forma di piede. Quando la Compagnia è a Moria, circondata dagli Orchi, proprio prima dell’arrivo del Balrog, tutti hanno la spada sguainata, ma quella di Frodo non brilla come invece dovrebbe. Quando Gandalf parla con Baggins dopo la sua sparizione nel cambio d’inquadratura il mago ha la cintura del vestito legata in due modi diversi (continuità). Quando Arwen raggiunge il fiume e si volta verso i cavalieri neri che la inseguono uno di questi le intima di consegnarli Frodo, guardando attentamente è possibile vedere la sagoma del volto del Nazgul. È un errore che si ripete quando i cavalieri vengono sommersi dalle acque (incongruenza).

Per chi voglia approfondire la storia della Terra di Mezzo si consiglia di leggere il “Il Silmarillion”, “Racconti incompiuti di Númenor e della Terra di Mezzo”, “Racconti ritrovati e Racconti Perduti”, “Lo Hobbit”. Su YouTube esiste inoltre un canale “Men of the West” in cui attraverso una veloce narrazione e la rappresentazione grafica vengono raccontate vicende che si possono ritrovare nei libri appena citati.

Giulia Ponzin

Precedente Cibo detox: ad ognuno il suo! Successivo Recensione del libro “La rilegatrice di storie perdute” di Cristina Caboni.