“Castigo di Dio”: Marcello Introna racconta la storia di una Bari “amara”.

  • Titolo: Castigo di Dio
  • Autore: Marcello Introna
  • Casa Editrice: Mondadori
  • Anno di pubblicazione: Gennaio 2018
  • Prezzo: 16 Euro
  • Numero di Pagine: 300

 

1943: in una Bari ridotta in macerie, sconvolta dalla Guerra e assediata poco a poco dagli Alleati, la malavita vige ovunque e senza controllo; per quanto le forze dell’ordine tentino di fermare quest’ondata, nulla possono contro il traffico di droga, la prostituzione e le azioni mafiose e omicide che hanno invaso la città e un quartiere fatiscente in particolar modo, quello della Socia. Quest’ultimo è governato da un uomo conosciuto come Amaro, che si è costruito una cattiva strada e reputazione fin dalla giovinezza. Tutti gli si rivolgono per incarichi “scomodi” e tra questi troviamo Claudio, che chiede ad Amaro di rapire la nipote dodicenne per vendicarsi del fratello: è questa la vicenda principale dalla quale si diramano tutta una serie di dinamiche ed eventi collaterali e, soprattutto, di personaggi interessanti; c’è Nicola Arpino, prefetto corrotto che protegge i traffici illegali di Amaro e che non vuole cedere agli Alleati il potere tanto a lungo desiderato durante il Fascismo; c’è Luca, detto “Il Bracco” un giornalista acuto ed astuto che si interessa, correndo un grave rischio, ai movimenti e agli abitanti della Socia per scrivere un articolo in grado di risollevare le sorti della città e di portarlo al successo; c’è Anna, la puttana letterata preferita da Amaro che conosce il latino e il greco antico e che si affeziona a due orfani della Socia, Lorenzo e Francesco, ai quali impartisce lezioni di ortografia; ci sono Lorenzo e Francesco appunto, simbolo di una generazione privata dell’infanzia, della famiglia, di ogni bene e speranza, costretti a subire e a imparare a loro spese il prezzo del dover crescere troppo in fretta; e infine c’è il quartiere della Socia stesso, con tutti i suoi abitanti loschi e senza nomi, emblema di un’Italia che non riesce a rialzarsi, privato di ogni forma d’amore e di felicità a cui il destino ha purtroppo riservato ancora altri duri colpi da affrontare.

Di volta in volta seguiamo punti di vista differenti che condividono però lo stesso sfondo e la stessa disperazione, resa ancor più crudele dalle decisioni di Amaro. Il contrasto tra il (troppo) male e la poca ma tenace volontà di fare del bene dimostrata da alcuni personaggi, insieme a un’ambientazione realistica, a un’attenta ricostruzione storica (che porta sulle pagine anche eventi meno noti di quegli anni di conflitto, come l’insabbiamento dell’utilizzo di certi gas nei bombardamenti) e allo stile narrativo schietto e viscerale di Introna, rendono il romanzo incalzante e coinvolgente fino al finale, o meglio ai vari finali a cui pervengono i vari protagonisti. Un inferno in terra dunque, dove la morte diventa l’alternativa preferibile a una vita di dipendenze, crimini, fame e miseria: “Castigo di Dio” diventa così il fotogramma di un determinato periodo e luogo che apre uno spiraglio sul passato grazie al quale ci fermiamo per meditare sul presente e su quanto dure e crudeli possano essere la vita, la realtà e la storia, che non ha riguardo per niente e nessuno, né in tempi di guerra, né in tempi di (sempre apparente e instabile) pace.

 

Angelica Corà

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