“Cuore delicato, lavare a mano” di Simona Morani ci ricorda che le emozioni non hanno età

 

  • Titolo: Cuore delicato, lavare a mano
  • Autore: Simona Morani
  • Numero di pagine: 166
  • Casa editrice: Giunti editore
  • Anno di pubblicazione: 2017

Rina, un’energica signora di 62 anni, rinnova la sua vecchia lavanderia dopo la morte del marito Osvaldo,  uomo brontolone e dispotico. La trasforma in una lavanderia moderna tutta colorata,  con tanto di bolle di sapone alle pareti, macchinetta del caffè e angolo stirerìa. I clienti arrivano numerosi: tra questi c’è Donato, un giovane spigliato e gentile che porterà una ventata di allegrìa travolgente. Nascerà un sentimento insolito, che susciterà le critiche delle persone più vicine a Rina…

Le emozioni non hanno età. I colori del cuore sembrano trovare il loro  spazio nella storica lavanderia di Rina,  appena ristrutturata: un rinnovamento dove il sapore antico si accorda con la modernità e dove non manca il caratteristico, antico profumo dell’ appretto, e i manicaretti che Rina offre ai clienti più affezionati. Dopo una vita dedicata alla famiglia, al suo Osvaldo e a suo figlio Samuele, la dinamica e simpatica donna si sente ancora più viva e vitale dopo aver conosciuto un giovane cliente, Donato, che ha l’età di Samuele. Nasce così un’ amicizia bellissima, che forse per Rina è qualcosa più di un’amicizia. È un sentimento pulito, che comunque viene percepito da chiunque la conosca bene, seppure lei non ne parli con nessuno, suscitando i sospetti e le aspre critiche della sorella, di Samuele e di qualche amica. Donato è giovane, sveglio, affermato nel suo lavoro e manifesta nei suoi confronti cortesia e rispetto: molto difficile perciò, che Rina non faccia i confronti con il proprio figlio, che al contrario, è sfaticato e si comporta come se tutto gli fosse dovuto.

Tra le visite in cimitero alla tomba del suo Osvaldo, la dedizione alla sua lavanderia, il rapporto non tanto facile con Samuele, a sessant’anni suonati Rina si sente rifiorire per merito di questa nuova amicizia. La gentilezza e l’amore per il suo lavoro, che l’hanno sempre contraddistinta, diventano entusiasmo per la vita, che finiscono per riflettersi  anche nell’ aspetto fisico: Rina comincia a curare di più il suo aspetto e  sembra esplodere in tutta la sua bellezza interiore ed esteriore. Forse non si può definire amore  ciò che la donna prova per Donato (e resta comunque un sentimento platonico ed inespresso) ma è sicuramente una bellissima emozione che a qualsiasi età si può provare. Sta di fatto che non saranno più solo il lavoro, le passeggiate domenicali per le visite al cimitero e i monologhi rivolti alla tomba di Osvaldo a dare un senso alla sua vita, ma le visite di Donato in lavanderìa, tra chiacchierate e camicie da stirare in fretta, i colori dei vestiti e delle pareti, e…dulcis in fundo, le frecciate malevole di sua sorella Ada e della sua amica Maria. Questo nuovo sentimento può essere un’illusione, ma dà nuove energie, a dispetto degli scherzi di cattivo gusto da parte di quelle persone a lei care,  che pretendono di agire per “svegliarla, per il suo bene”.

Intanto ritornano prepotenti i ricordi giovanili come l’ amore per Christopher, un rapporto che Rina ha interrotto per senso del dovere nei confronti della mamma, che avrebbe sofferto troppo vedendola partire. E così, ricacciando indietro le lacrime, Rina si era sentita costretta a lasciar partire Christopher da solo, ma è rimasto e rimarrà sempre nei suoi ricordi come il ventiduenne con i capelli al vento che le dà l’ultimo bacio prima di scomparire dalla sua vita. Questi ricordi ritornano tangibili col ritrovamento di un diario accantonato e ricomparso dopo tanti anni. Ma non vale la pena chiedersi come sarebbe stato, né domandarsi dove, né come sarà Christopher ora, e, se forse  a sessant’anni  anni si è già  troppo vecchi per  innamorarsi di un ragazzo che ha l’età di nostro figlio, si è ancora comunque troppo giovani per poter  vivere solo di ricordi, o per pensare di “accasarsi” con un invadente ed assillante corteggiatore di ottant’anni. E non è detto che la vita possa riservare ancora tante belle sorprese, e non è detto che l’amore per la vita non venga ricompensato dalla vita stessa…

 

Cecilia Piras

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