“Dopo di te”: avevamo davvero bisogno di questo sequel?

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  • Titolo: Dopo di te
  • Editore: Mondadori
  • Data di pubblicazione: 2016
  • Pagine: 384

Sinossi: Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina? Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata. È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare. Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com’è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto.

Recensione: Non sono un’autrice, ma immagino che non sia facile decidere di scrivere il seguito di un libro tanto amato (che tra l’altro ha dato vita a quello che oggettivamente è uno dei più bei film dell’anno) come può essere stato “Io prima di te”. Sicuramente dietro ci sono stati interessi economici, pressioni da parte dell’editore e dei fans, ma credo che innanzitutto conti anche la volontà che ha l’autrice di non lasciare le cose “in sospeso”. Tutto ciò ha un senso se effettivamente le cose rimangono senza un finale preciso, ma nonostante più di qualcuno fosse rimasto insoddisfatto del finale del primo libro, non era questo il caso. In Io prima di te il finale infatti, seppur tragico, c’era. Eccome, se c’era! Per questo motivo ho aspettato molto tempo prima di leggere il seguito. Avevo tantissime aspettative e la consapevolezza che l’idea che mi ero fatta del “dopo Will” sarebbe stata cancellata. Jojo Moyes non delude le aspettative, è una bravissima scrittrice e lo dimostra anche stavolta, perché riesce a mettere in piedi una bella storia, ma c’è un “ma” che non ha permesso a questo romanzo di convincermi. La prima parte del libro è abbastanza lenta e diciamocelo pure, un po’ ripetitiva. Louisa sta cercando di riprendere in mano la sua vita (ed è ironico che lo farà andando fisicamente in pezzi. Letteralmente) provando a fare, senza molto successo, ciò che Will le aveva chiesto: VIVERE. Will, l’uomo innamorato della vita che non poteva accontentarsi semplicemente di sopravvivere, che era entrato nell’esistenza di Lou travolgendola come un uragano, con altrettanta violenza l’ha abbandonata improvvisamente e in maniera dolorosa.

Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante… C’è fame in te, Clark. C’è audacia. L’hai soltanto sepolta, come fa la gran parte della gente. Vivi bene. Semplicemente, vivi! – Will

Will che lascia in eredità a Lou, qualcosa di ben più grande e impegnativo in un paio di calze bicolori. Ecco, proprio la rivelazione che dovrebbe sorprendere se inizialmente si presta abbastanza bene allo scopo, con il procedere della narrazione finisce per appiattirsi. Dalla metà in poi la storia diventa più scorrevole, anche grazie all’introduzione di alcuni nuovi personaggi in grado di creare situazioni interessanti. Inoltre, questo è il momento in cui proporzionalmente alla felicità di Lou, la vostra mente si dividerà tra il considerarvi “traditrici” nei confronti di Will o delle stronze nei confronti di Lou, come se non aveste diritto ad esprimere la vostra opinione a riguardo.  Il finale, aperto, non è niente di speciale e lascia un po’ l’amaro in bocca perché, almeno personalmente, mi aspettavo che l’autrice ponesse un punto per dare degna conclusione alla storia. In definitiva credo che l’intento della Moyes fosse quello di far capire che nonostante la vita a volte ci ponga davanti situazioni tragiche, c’è sempre il modo per rimettersi in piedi. Una storia quella della Lou “Post Will” che vuole essere un invito ad andare avanti nonostante le difficoltà. Un invito a quella vita che, appunto, Will voleva per Lou. Paradossalmente se non ci fosse stato il prequel, se avessimo conosciuto Will come personaggio postumo, raccontato solo dalle parole di Lou, questo libro sarebbe stato carino. Non splendido ed indimenticabile forse, ma nel complesso un bel libro. Per fortuna però, Io prima di te c’è stato, eccome! E forse sarebbe stato meglio lasciare le cose così com’erano, con un finale così tragico da stravolgere persino i più scettici, ma dando al lettore  la possibilità di immaginare come le cose sarebbero proseguire.

Martina Mattone

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