“Fiori sopra l’inferno”, la recensione del thriller di Ilaria Tuti

TITOLO: Fiori sopra l’inferno

AUTORE:Ilaria Tuti

EDIZIONI: Longanesi

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2018

PAGINE: 366

SINOSSI: Nei boschi innevati di Travenì, paesino delle montagne friulane, viene ritrovato il cadavere di un uomo, non ha più gli occhi e poco vicino l’assassino ha preparato un fantoccio coi vestiti della vittima; due dettagli macabri che lasciano supporre non si tratti di un omicidio comune.  Teresa Battaglia dirige le indagini, affiancata dalla sua squadra cui si è appena aggiunto l’ispettore Massimo Marini. Una donna non comune che nasconde un segreto…

RECENSIONE.

Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere…” Travenì è un paese immaginario delle Dolomiti, ma Ilaria Tuti, descrive in maniera straordinaria vette silenziose, distese di vegetazione alternate  alla durezza della pietra. Una comunità appena contaminata dal turismo, che mantiene le sue tradizioni, in cui i segreti sono custoditi nel buio delle case; dove l’antica povertà e rudezza ha lasciato tracce nella gente. In tale scenario si muove con la delicatezza di un elefante il commissario Teresa Battaglia: sessant’anni,  diabetica, un fisico che  la sta tradendo così come la sua mente.

Di certo la protagonista femminile è il primo fattore innovativo rispetto ai romanzi dello stesso genere. Siamo, infatti, abituati a personaggi nel fiore degli anni: Teresa va oltre tutto questo. La sua vera arma è la mente e le deduzioni nate da un attenta osservazione. Sa che la principale dote investigativa è analizzare ogni cosa, applicandosi in maniera rigorosa e scientifica. Custodisce un segreto del passato da cui deriva una sorta di empatia, soprattutto se i suoi interlocutori sono bambini.  Essi sono gli unici con cui  un uomo senza volto, ha stabilito un contatto. Egli colpisce al di fuori da ogni logica, accanendosi sui volti delle vittime. Eppure è  come se i piccoli fossero suoi pari, ne conoscesse bisogni, fosse abituato ad ascoltare e i loro pianti; ed in lui suscitassero la necessità di proteggerli. Un killer feroce le cui origini sono nel passato: la brillante Teresa Battaglia non tarderà a ricomporre le tessere del mosaico.

Ilaria Tuti  finalmente ci regala un  thriller tutto italiano,  con un’ eroina al di fuori dei soliti canoni. Tra i suoi riferimenti letterari maestri del genere come Stephen King e Donato Carrisi che ritroviamo nell’ ambiente cupo e nella solitudine del misterioso autore dei delitti (il cui punto di vista è descritto in maniera particolareggiata).

Fiori sopra l’inferno è  anche un omaggio alla sua terra ( è nata a Gemona, Friuli) da cui, ragazzina voleva fuggire: “Quando cresci in un paesino ai piedi di una montagna, prima o poi ti capiterà di desiderare di andartene. La tua terra, per quanto ospitale, conosciuta e amica, comincerà a sembrarti poco attraente…” Ma riscoperta una volta adulta: “Sono dovuta diventare adulta per ricominciare a guardare la mia terra con l’incanto di quando ero bambina e provare un senso di appartenenza così forte da sentirla scorrere nel sangue. Le radici allora hanno potuto affondare dove prima c’era il vuoto e riempirlo di una nuova forza”.

Nel romanzo trapela la  consapevolezza che in alcuni luoghi, come la montagna, la natura non sia mai del tutto “civilizzata”;  resti comunque al di fuori del controllo dell’uomo; così come lo stesso essere umano che in tali ambienti può conservare la sua natura  selvaggia.

Questa terra è energia primordiale, un’energia che arricchisce e ispira, ma che può anche risvegliarsi un giorno e distruggere…”. Sono infatti queste le parole dell’autrice, nel descrivere il suo luogo di nascita, che fu devastato dal sisma del 1976.

Ilaria Tuti ha creato non un personaggio ma una persona vera. Teresa Battaglia è più di una protagonista: è una luce piena di ombre, uno spazio dentro il nostro cuore. È già indimenticabile.” Con queste parole Donato Carrisi ci invita alla lettura di questo romanzo, che vale la pena di prendere in considerazione. Buona lettura!

 

Arianna Puri

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