“Genio ribelle”, una fiaba moderna che vale la pena (ri)vedere!

Genio ribelle (Good Will Hunting) è un film del 1997, diretto da Gus Van Sant. Interpretato da Matt Damon, Robin Williams, Ben Affleck, Stellan Skarsgård e Minnie Driver.  La pellicola è stata girata a Boston, Massachusetts, e racconta la storia di un ragazzo prodigio che fa le pulizie all’Institute of Technology (MIT).

La storia semplice, brillante e tagliente, narra in modo profondo e poetico la vita di Will. Il ragazzo tra mille difficoltà dovrà imparare ad avere l’audacia di essere sé stesso, di mostrare il suo lato vulnerabile rischiando di essere ferito, di ferire, e nel contempo di mettersi in gioco e rischiare. Il protagonista è un ragazzo solo, abbandonato, morbosamente legato ai sui amici i quali considera essere la sua unica famiglia, radicato a una realtà nella quale non sfrutta il suo potenziale. Tutti vedono Will come un genio, una mente magnifica, ma nessuno riesce a penetrare nel suo animo. Nessuno, fino all’arrivo di Sean, col quale crea una tenera intesa paterna e il quale lo aiuta a cercare una ragione di vita, un fine per la propria esistenza, una prospettiva per il futuro. Eloquenti silenzi, sguardi rivelatori, la costruzione di un lento rapporto che gioverà ad entrambi, trovando il proprio io attraverso l’altro. I dialoghi in questo film sono coinvolgenti, intensi, carichi di sentimento, mai scontati.

Sean: “Se ti chiedessi sull’arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti… Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c’è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto… mai visto. Se ti chiedessi sulle donne, probabilmente mi faresti un compendio sulle tue preferenze, ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi veramente felici. Se ti chiedessi sull’amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile… non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell’inferno.”

Will: “La libertà, se l’ha dimenticato, è il diritto dell’anima di respirare, e se essa non può farlo le leggi sono cinte troppo strette. Senza libertà l’uomo è una sincope.”

Sean: “Sono queste le cose che più mi mancano. Le piccole debolezze che conoscevo soltanto io. Questo la rendeva mia moglie. Anche lei ne sapeva delle belle sul mio conto, conosceva tutti i miei peccatucci. Queste cose la gente le chiama imperfezioni, ma non lo sono. Sono la parte essenziale. Poi dobbiamo scegliere chi fare entrare nel nostro piccolo strano mondo. Tu non sei perfetto, campione. E ti tolgo dall’incertezza. La ragazza che hai conosciuto, non è perfetta neanche lei. Ma la domanda è se siete o no perfetti l’uno per l’altra. È questo che conta. È questo che significa intimità. Puoi sapere tutte le cose del mondo, ma il solo modo di scoprire questa qui è darle una possibilità. Certo non imparerai da un rincoglionito come me.”

CURIOSITÁ: Robin Williams improvvisò l’ultimo dialogo nel film Will Hunting – Genio ribelle (1997), così come quello dove racconta delle puzzette della moglie a letto. Per questo Matt Damon ride così tanto. Affleck e Damon ordirono un inganno ai produttori. Delusi dal non essere presi seriamente in considerazione come sceneggiatori, i due inserirono nella prima bozza di script una finta scena gay a pagina 60. Era un espediente per sapere chi avrebbe letto realmente tutto il copione. L’unico fu Harvey Weinstein della Miramax, che poi finì effettivamente per rilevare i diritti del film dalla Castle Rock (che per protagonisti voleva Leonardo Di Caprio e Brad Pitt) e produrlo. Quando Matt Damon e Ben Affleck videro Robin Williams e Stellan Skarsgård recitare le battute che avevano scritto, scoppiarono a piangere per la felicità: il loro sogno era finalmente diventato realtà.

ERRORI: Dopo il primo incontro con Will, Sean McGuire beve del whisky. Ovviamente il livello del liquido nel bicchiere portato alla bocca si abbassa, ma quando Williams lo posa sul tavolo c’è più whisky di prima! (continuità). Will dà fuoco a un foglio con la sua dimostrazione di un teorema. Il foglio si brucia per metà, ma quando il Prof. lo afferra e lo spegne, rimirandolo sconsolato, il foglio è arso solo un po’ nella parte inferiore! (incongruenza).

Il film è costato circa 10 milioni di dollari, e ha guadagnato ben 225 milioni di dollari ai botteghini di tutto il mondo. Genio Ribelle ha anche vinto due Premi Oscar (miglior attore non protagonista a Robin Williams e migliore sceneggiatura originale a Matt Damon e Ben Affleck), un Golden Globe (alla sceneggiatura) e l’Orso d’Argento speciale a Damon al Festival di Berlino. È un film forte, colmo di emozione, risoluto e che porta lo spettatore a riflettere grazie ai suoi dialoghi brillanti.

 

Giulia Ponzin 

 

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