Matteo Strukul torna in libreria con “Giacomo Casanova – la sonata dei cuori infranti”: la recensione

Autore: Matteo Strukul
Casa editrice: Mondadori
Anno di edizione: Marzo 2018
Numero di pagine: 312

Venezia, 1755. Giacomo Casanova fa ritorno a Venezia, e il precario equilibrio su cui si regge la Repubblica, ormai prossima alla decadenza a causa degli scenari politici internazionali e della crisi economica, rischia di degenerare nel caos anche per colpa del suo rinomato atteggiamento sfacciato e libertino. Il Doge è gravemente malato e l’inquisitore Pietro Garzoni trama alle sue spalle per ottenere il potere, così da poter finalmente coronare il suo sogno proibito: arrestare il seduttore Casanova che tanto scompiglio ha creato il passato.

Una volta scoperto del ritorno di Giacomo, per riuscire nel suo intento gli mette alle costole il suo infido servitore Zago, che non si fa scrupoli pur di soddisfare il suo padrone (o “paron”, come lo si definisce in Veneto).  Casanova si distingue fin dalle prime pagine per il suo modo di fare rilassato, facile alla rissa e ammaliatore, quella stessa qualità che lo porterà alla gloria eterna e… In più imminenti guai a sua insaputa. La giovane che infatti ha difeso in duello all’inizio del libro, tale Gretchen Fassnauer, altri non si rivela che essere proprio alla sua ricerca in nome della sua padrona, la contessa austriaca Margarethe von Steinberg, che lancia a Giacomo una sfida particolare: se riuscirà a sedurre la giovane e nobile Francesca Erizzo, portandole le prove delle riuscite gesta, allora lei sarà totalmente sua. Casanova, affascinato dalla contessa e incapace di dire no a una scommessa, accetta. È l’inizio di una serie di avventure che lo porteranno ad altri duelli, fughe, problemi, entrate in scena spettacolari e a una conseguenza che Giacomo mai avrebbe considerato come un rischio: quella di innamorarsi veramente per la prima volta.

Nello sfondo, una Venezia amica e nemica del protagonista, capace di mostrarsi meravigliosa alla luce del giorno ma anche ingannevole e pericolosa di notte e all’interno dei palazzi, quando si deve prestare attenzione ai proprio movimenti, soprattutto se, come nel caso di Giacomo, si rischia la vita per mano dell’Inquisitore, il quale non avrà nessuna pietà nei confronti del seduttore. Come se ciò non bastasse, Giacomo non sospetta minimamente che, a tramare alle sue spalle, ci sia una figura ben più temibile e potente, che ha deciso di utilizzarlo come miccia per far esplodere il conflitto tra Venezia e Impero Austriaco. Matteo Strukul (Premio Bancarella 2017 e autore della fortunata serie in quattro volumi “I Medici, Una famiglia al potere”), si rivela ancora una volta estremamente capace nel fondere storia, fantasia, avventura, intrighi sentimentali e curiosità particolari che rendono la trama avvincente e piacevole fino alla fine: l’ispirazione è derivata dall’autobiografia di Casanova, ma l’autore ha raccontato di aver inserito più elementi di finzione in questo titolo rispetto alla saga dei Medici. Per quale motivo si è voluto concentrare proprio sulla figura di Casanova? “È un libro che avevo dentro da molto tempo. Casanova, è vero, è stato raccontato in altri romanzi ma non lo è più da molti anni, (…) mancava una narrazione moderna, che rimettesse al centro un personaggio che vale la pena di conoscere.” Ha rivelato Strukul in un’intervista, affermando inoltre il suo desiderio di raccontare un paesaggio a lui particolarmente caro, quello Veneto. Complici anche l’ambientazione suggestiva, la caratterizzazione dei personaggi (romanzati al punto giusto, tra i quali compaiono anche nomi famosi come quello di Carlo Goldoni, Giambattista Tiepolo, Federico di Prussia e Maria Teresa d’Austria), il libro si legge volentieri fino alla fine, quando si realizza di aver appreso una nuova e più matura consapevolezza di una figura leggendaria che, forse, col senno di poi non è altro che un essere umano unico e capace di sorprendere in maniere spettacolari, proprio come noi.

Angelica Corà

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