Giudichi un libro dalla copertina? E se invece fosse il libro a giudicare te?

Gli editori lo sanno bene: la copertina riveste un ruolo cruciale per il successo di un libro. Biglietto da visita del volume, lo rappresenta e suggerisce le atmosfere e i toni del suo contenuto. Ma soprattutto, in editoria, la copertina è il principale elemento di marketing: quando un lettore varca la soglia di una libreria, lo scenario è molto simile a un sottobosco avvolto dalle tenebre, in cui una miriade di occhietti fissa da tutte le direzioni l’avventore, puntando ad agganciarne lo sguardo. I libri (o meglio, le loro copertine) infatti, hanno a disposizione pochissimi millisecondi per catturare l’attenzione del potenziale acquirente e la concorrenza è davvero spietata! A prescindere dal contenuto, alla fine sarà soltanto il testo con la cover più accattivante e misteriosa a suscitare un’intensa emozione nel lettore, il quale, suggestionato dall’apparenza, sarà indotto a prenderlo in mano per leggerne la trama e, probabilmente, anche a portarlo alla cassa.

Rifletteteci bene: quante volte, in occasione dell’acquisto di un libro, vi siete lasciati influenzare dalla copertina? E quante di queste volte vi siete trovati ad ammettere di aver preso un abbaglio?

Avete mai ripensato a tutte quelle occasioni in cui avete storto il naso di fronte ad immagini troppo classiche, troppo stilizzate, troppo eccentriche? Vi siete mai accorti delle smorfie un po’ snob che vi segnano il volto quando vi trovate davanti a colori particolarmente accesi o viceversa assai smorti, oppure a caratteri eccessivamente seriosi o singolari? Chi potrebbe abbozzare una stima dei libri ingiustamente condannati in quanto giudicati a partire dalla loro copertina? Ebbene, come per un incantesimo che porta in vita gli oggetti inanimati, è arrivato il libro che si propone di vendicare tutti i suoi “colleghi” frettolosamente discriminati, rendendo pan per focaccia ai lettori inclini al pregiudizio: si chiama “The cover that judges you” ed è il libro che giudica il lettore!

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Per questa volta, con buona pace degli appassionati di fantascienza, nessuna origine imperscrutabile e inquietante: il progetto è dell’artista olandese Thijs Biersteker ed è stato sviluppato con il sostengo del team creativo dell’Amsterdam Creative Studio Moore. Lo scopo? Rivendicare la maggior importanza del contenuto rispetto alla copertina e soprattutto invertire una delle tendenze più spersonalizzanti: il dare eccessivo credito alla mera apparenza.

Com’è fatto e come funziona il libro che ribadisce che “un libro non si giudica dalla copertina?”

“The cover that judges you” si presenta come una copertina bianca sulla quale è raffigurato un volto antropomorfo riproducente, a seconda della prospettiva dalla quale lo si osserva, svariate espressioni facciali. Grazie alla tecnologia della realtà aumentata, tramite l’allineamento del viso del potenziale lettore a quello delle sembianze robotiche del libro, la “futuristica” copertina è in grado di scansionare e decifrare le emozioni umane nel momento dell’approccio ad essa. Se il sistema leggerà espressioni di scetticismo o entusiasmo, dunque il potenziale acquirente si rivela essere troppo pregiudizioso di fronte al volume, esso si illuminerà di rosso ed il lucchetto di cui è dotato resterà chiuso, ad indicare che l’accesso ai contenuti del libro è negato.sbrocdcc_400x400 Se invece lo sguardo del lettore sarà neutrale (privo cioè di qualsivoglia idea preconcetta), la copertina si illuminerà di verde ed il lucchetto si aprirà.
“The cover that judges you”, quindi, è in fondo benevola: essa insegna infatti a mettere da parte i giudizi troppo affrettati basati sull’aspetto esteriore e in qualche sorta, educa i lettori più “superficiali”. A questo punto, molti di voi staranno pensando che, in fondo, si tratta soltanto di un prototipo, di un prodotto industriale e che pertanto, di fronte ai libri per così dire “tradizionali” non sussisterà motivo di iniziare a farsi troppi scrupoli nell’ambito della scelta in base alla loro esteriorità. Eppure, io non darei proprio tutto per scontato… Chi vi assicura, infatti, che i tomi all’interno delle librerie siano tutti indubitabilmente inanimati e soprattutto…benintenzionati? Tanti sono i romanzi e i racconti horror sui libri maledetti e rancorosi… D’altronde, a consigliarvi un atteggiamento privo di altezzosità e di spocchia verso i libri è nientedimeno che… Stephen King, uno che di oggetti posseduti e maligni ne sa eccome!

“Voglio ricordarvi che, mentre state giudicando un libro, anche il libro vi sta giudicando”.

Chiara Bolchini

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