Harry Winston: il miglior amico dei diamanti.

Per le donne di ieri e di oggi il diamante è considerato la pietra per eccellenza che incarna lusso e  sfarzo. Ma c’è stata una persona che è andata oltre la pura materialità: Harry Winston, considerato il padre dei diamanti del XX secolo, ideatore dell’omonimo  marchio di alta gioielleria, noto in tutto il mondo. Per lui i gioielli erano una vera e propria «ossessione insaziabile» – ‘più di un amore’ come usava dire, infatti, se di donne ne ha avute solo una, di pietre invece ne ha amate tantissime.

Fin da piccolo ha la predilezione per le pietre preziose  e questo grazie al padre che era un gioielliere di New York. Il caso vuole che nel 1908, a 12 anni Harry entrò in un banco dei pegni e, vuoi le coincidenze, vuoi il destino, comprò un gioiello in offerta a soli 25 cent. con una pietra verde scambiata per semplice vetro dal proprietario. In realtà quello che il giovane Winston aveva acquistato  per pochi cent era uno smeraldo da ben 2 carati, che in poco tempo riuscì a rivendere alla  cifra di 800 dollari. Già da giovanissimo ha un talento per gli affari e un fiuto fuori dal comune. A 15 anni decise di lasciare gli studi per lavorare con il padre e appena diciottenne  venne assunto alla Diamond Exchange per comprare e rivendere diamanti: mansione riservata a chi ha ottime capacità  di compravendita e ovviamente dati i suoi precedenti Winston risulta uno dei migliori. È talmente arguto che ha la brillante idea di comprare le eredità dei ricchi che, in seguito alla Prima Guerra Mondiale, necessitano di liquidi, ma non si limitava solo a questo bensì «cambiava l’abito alle pietre», smontava e rimontava  i gioielli per poi rivenderli. Ma la sua bassa statura, un metro e sessanta circa, lo rendevano poco credibile tanto che quando a circa 20 anni, si recò in banca per richiedere un prestito gli risposero: «Ci faccia parlare col suo capo».  Sulla sua statura ridotta ci ha spesso riso su come quando nel 1926 dopo essersi aggiudicato a un’asta la collana di perle di Arabella Huntington, moglie del capo delle ferrovie,  disse: «Era lunga come me!».

Negli anni ’30 la carriera e la fama crescono a dismisura; nel 1930 acquista 1000Kt di pietre preziose da E.J.Baldwin e nel 1932 apre il suo primo negozio  ed è proprio in questo periodo che incontra su un treno per Atlantic City la donna della sua vita Edna Fleishman. La relazione però si interrompe quando Edna capisce che Harry ha occhi solo per i suoi diamanti, i suoi babies come amava chiamarli  e per questo lo lascia. Dopo circa un anno Winston apprende la notizia delle imminenti nozze di Edna e senza pensarci due volte la chiama dicendole: «Marry me, instead» (sposa me, non lui). Detto fatto. Si sposano felicemente nel 1933 e insieme fanno numerosi viaggi  alla ricerca di pietre rare e preziose. Ma fra smeraldi, rubini e zaffiri, la pietra prediletta è sempre e solo il diamante. Basta citare un nome Jonker, fra le gemme più ammirate al mondo di 726Kt che Harry compra da De Beers per 750.000 dollari e lo fa spedire da Londra a New York per raccomandata a solo 64 cent. Sembra assurdo,ma lui stesso ha detto: «Se non posso fidarmi del servizio postale americano di chi mi posso fidare?». Una volta presa fra le mani l’analizza e lo contempla  in tutta la sua meravigliosa e naturale irregolarità di forma e impiega molto tempo prima di decidere di farla tagliare; chiama Lazare Kaplan, il miglior tagliatore di pietre, che la divide in due parti uguali. Da qui in poi il suo successo è tutto in ascesa e diventa il primo gioielliere a legare il suo nome ad Hollywood: tutte le dive indossano le sue creazioni; agli Oscare fra le prime c’è stata Jennifer Jones che con indosso un suo gioiello vinse la stautetta per la miglior attrice protagonista, fra le altre c’è da ricordare Kathrine Hepburn, Grace Kelly, Charlize Theron e Gwyneth Paltrow.

Nel film Notorius  Ingrid Bergman  indossa una sua collana di diamanti e nel Laureato Anne Bancroft recita con un suo anello. Ma a celebrarlo come Re dei diamanti  è stata  lei, la regina dei diamanti ovvero Merilyn Monroe che in una delle sue canzoni più celebri ‘Diamonds are the girls best friend’ del film ‘ Gli uomini preferiscono le bionde’ canta ‘Talk to me Harry Winston’. Il dono che ha sempre avuto  Winston è quello di captare l’anima delle pietre e valorizzarle al massimo; le  sue creazioni  hanno sempre puntato ad avere meno metallo possibile per far si che la gemma risaltasse di più diventando la vera protagonista.  Ma tutto questa notorietà  ha un prezzo: la Lloyd’s di Londra gli impone come clausola quella di non mostrare il suo volto per motivi di sicurezza. Tutte le pietre più famose al mondo sono passate fra le sue mani come il leggendario diamante blu Hope, appartenuto a Maria Antonietta, che ha acquistato nel 1949 e in seguito donato al museo Smithsonian.  C’è anche il Lesoto che fu tagliato in 18 diamanti e il più grande fu donato da Onassis a Jackie e il Tayolor-Burton, il noto diamante di 69 carati che  Richard ha regalato a Liz. Il suo più grande sogno è sempre stato quello di far innamorare gli americani dei gioielli e spesso  portava i suoi clienti più cari a fare dei veri e propri tour nei musei degli States. Per Harry i gioielli simboleggiavano sfarzo, lusso  portandosi con se anche tante storie e tradizioni ed è per questo che vanno rispettati e tramandati «Ognuno ha una natura diversa dall’altro come le persone» disse. Morì a 82 anni, l’8 dicembre del ’78 per un infarto. Fino alla fine ha continuato ad amare e ‘giocherellare’ come tanto adorava fare con i suoi babies.

Francesca Tantillo 

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