Il Simpatizzante: la recensione del romanzo vincitore del Premio Pulitzer 2016

il_simpatizzante_01Titolo: Il Simpatizzante

Autore: Viet Thanh Nguyen

Editore: Neri Pozza

Anno di pubblicazione: 2015 

Numero di pagine: 511

Sinossi: È il mese di aprile del 1975 a Saigon. Il mese nel quale la guerra che va avanti da tempo immemorabile ha cominciato ormai a perdere i pezzi. In una villa dalle mura ricoperte di cocci di vetro e di filo spinato arrugginito, il generale capo della Polizia Nazionale del Vietnam del Sud, colto da improvvisa insonnia, vaga tra le stanze con la faccia di un pallore verdognolo. Il fronte settentrionale ha ceduto dinanzi all’avanzata dei Vietcong, gli aerei americani decollano giorno e notte con a bordo donne, bambini e orfani, e l’ordine ufficiale di evacuazione tarda a venire soltanto per evitare la rivolta in città. A bordo di un C-130, con un volo coperto, il Generale si appresta a raggiungere gli Stati Uniti con la famiglia e parte dei suoi uomini. Ufficiale magro dal portamento impeccabile, il Generale crede in Dio, nella moglie, nei figli, nei francesi, negli americani e… nell’assoluta fedeltà del suo uomo di fiducia, il solo tra i suoi sottoposti ad abitare a casa sua: il Capitano. Non sa che il Capitano è, in realtà, una spia, un dormiente, un uomo con due facce che fotografa in gran segreto ogni rapporto e dispaccio e li invia a Man, suo addestratore tra le fila Vietcong.
Figlio illegittimo di una vietnamita e di un prete cattolico francese, il Capitano ha studiato in un piccolo college della California meridionale, spedito da quelle parti da Man con una borsa di studio e il compito di apprendere la «mentalità degli Stati Uniti», un paese che, ai suoi occhi, si rivela subito cosí scioccamente narcisista da definire tutto «super» (i supermercati, le superstrade, Superman, il Super Bowl ecc.). Animato da un’autentica fede nel comunismo, rientrato in patria, ha sostenuto con tale rigore la sua parte di agente doppogiochista da risultare insospettabile agli occhi di tutti, anche a quelli di Bon, l’amico di lunga data che è entrato a far parte del famigerato «Phoenix Program» della CIA.  In una Saigon in preda alla confusione, al caos e al terrore, il Capitano, il Generale e un nutrito gruppo di fuggiaschi scappano sotto la tempesta di fuoco dei Vietcong, tra una pioggia di razzi e granate che lasciano sulla pista dell’aeroporto della città i corpi inerti di moglie e figlio di Bon. Una volta a Los Angeles, nella città del futile mondo del cinema, gli orrori della guerra sembrano lontani. Ma un dilemma atroce attende il Capitano: seguire «le cose che contano», come l’ideologia e il credo politico, oppure lasciare prevalere le «illusioni della giovinezza», salvando la vita a Bon, l’amico con cui ha sigillato un patto di sangue durante l’adolescenza?

Recensione: romanzo d’esordio dello scrittore vietnamita Viet Thanh Nguyen, che gli è valso anche il Premio Pulitzer nel 2016, Il simpatizzante è una storia di spionaggio, ma non solo. Sullo sfondo di eventi storici più o meno romanzati, i protagonisti si snodano tra le pagine del romanzo in maniera vibrante, con un ritmo narrativo che rimane costantemente alto, in modo da trascinare il lettore dall’inizio alla fine.  Si legge tutto d’un fiato, ma non per questo può essere letto in maniera “sbrigativa”:  la trama che ruota intorno al personaggio principale si intreccia inevitabilmente con un’ analisi coscienziosa e oggettiva, che immagazzina le informazioni senza preoccuparsi di  trasparire velatamente subdola. L’immagine di queste informazioni che viaggiano da una parte all’altra del mondo, come solo tramite un uomo, con i suoi complessi, con le sue attitudini e i suoi valori. Ed è proprio su questi valori, sul conflitto interiore del protagonista, che si intrecceranno le varie tematiche sociali, politiche ed economiche che aiutano il lettore a quasi immedesimarsi nelle azioni così spontaneamente riconoscibili del protagonista. 05-caputo-master1050

Siamo di fronte ad un capolavoro, non soltanto per la qualità della lettura di per sé già oggettivamente alta, ma anche per il modo in cui è capace di investire ogni campo del nostro sapere, ripercorrendo una storia che abbiamo visto raccontare svariate volte, in maniera più o meno attendibile e neutrale, ma di cui non siamo mai riusciti ad esserne protagonisti. Questo libro è la finestra spalancata sulla critica di un sistema che, al giorno d’oggi, si è instaurato troppo saldamente con la nostra coscienza comune, lasciando strascichi ben poco visibili che l’autore proverà a cucire insieme, con una maestria inaudita ed inaspettata.

Niccolò Inturrisi

Precedente Biscotti Cocco e Nutella al caffè Successivo Carve the Mark - I predestinati: la nuova saga di Veronica Roth