“In Treatment”, dal 25 Marzo su Sky in onda la terza e ultima stagione

Per il clan dei sostenitori di In Treatment sembrava che la storia fosse finita e che il dottor Mari avesse messo definitivamente in cantina divano e taccuino. A rivelare che non è così è lo stesso Sergio Castellitto, il protagonista della serie trasportata in versione italiana e trasmessa in prima visione da Sky. Tuttavia questa stagione segnerà comunque il congedo della serie tv: infatti, l’idea di una serie televisiva centrata sulla figura di uno psicoterapeuta e sulle sedute giornaliere che egli tiene con i suoi pazienti nasce in Israele da Hagai Levi nel 2005, con la produzione di BeTipul. Successivamente, su questa base, viene realizzato negli Stati Uniti In Treatment, la versione americanizzata del telefilm, dalla quale poi prenderà vita l’adattamento l’adattamento italiano. Nel 2013 infatti venne prodotta la prima stagione in Italia dalla Wildside, diretta da Saverio Costanzo e con un grande Sergio Castellitto nei panni del protagonista.

Similmente ai suoi predecessori internazionali, In Treatment racconta la vita professionale di Giovanni Mari, psicoterapeuta di orientamento psicanalitico, osservando dall’ interno del suo studio le sedute giornaliere che egli tiene dal lunedì al venerdì e, fuori da queste, le vicende private della sua vita: i figli, il matrimonio e le influenze che i pazienti hanno su di lui.
I punti di genialità di questa serie sono diversi: in primis finalmente è stato reso possibile normalizzare la psicoterapia, contribuendo a sanare e a rivalutare l’immagine pubblica di questo tipo di pratica. Nello studio del dottor Mari infatti troviamo persone qualunque, dotate di una storia, di un vissuto che col tempo ha lasciato su di loro delle ferite. Il grande compito di Giovanni è quello di accogliere le delicate rivelazioni dei suoi pazienti e restituirle dispiegate al paziente stesso, rendendolo in grado di mutarle o accettarle. Mostrando che esistono altre vie e altri punti di vista per prendere in mano la vita di ogni giorno, il terapeuta contribuisce a trovare la chiave per liberare i suoi pazienti dalle loro prigioni mentali, che il tempo ha contribuito a erigere e a fortificare.
Secondariamente mai come in In Treatment è stato mostrato contemporaneamente il lavoro che sta dietro ad un professionista in questo campo. Giovanni Mari è un terapeuta ma anche un uomo. La difficoltà di essere entrambe le cose sta proprio nelle modalità attraverso le quali questo mestiere si svolge: è necessaria una forte capacità empatica per saper ascoltare e indirizzare il paziente al meglio, tuttavia proprio questa attitudine comporta una forte fermezza d’animo.

Il trasporto emotivo infatti deve essere utilizzato come prezioso mezzo d’aiuto nella terapia, ma non deve in alcun modo fuoriuscire dall’area circoscritta del rapporto formale che viene a crearsi settimanalmente in studio. Nella serie tv infatti grazie agli episodi dedicati alla terapia che Giovanni svolge su di sé è possibile entrare in contatto anche con la sua parte più umana, che talvolta fatica a distinguere il lavoro dal suo vivere privato. Quando il coinvolgimento supera i limiti del professionale è bene riconoscerlo e interrompere il rapporto lavorativo per evitare complicazioni date dall’impossibilità di osservare dall’esterno in modo obiettivo la storia del paziente. Più volte all’interno della serie infatti viene proposto questo tema, in modo ancora più importante in questa nuova stagione: le sedute danno modo a Giovanni di riflettere sulla propria vita privata, soprattutto sulla sua vita sentimentale e di padre e la sua professione, svelando la fragilità di ogni essere umano.

Nella novella terza stagione si presenteranno cinque nuovi personaggi: Rita (Margherita Buy), un’attrice con problemi d’autostima in lotta con la sorella malata, Adele (Giovanna Mezzogiorno), la nuova psicoterapeuta di Giovanni, Riccardo (Domenico Diele), un prete che decide di affidarsi al fronte laico della cura dell’anima, Luca (Brenno Placido), un giovane in fase di accettazione della sua omosessualità ma in conflitto con la famiglia adottiva e Bianca (Giulia Michelini) una donna che soffre di attacchi di panico. La serie sarà trasmessa a partire dal 25 marzo su Sky Atlantic partendo con ben cinque episodi.

“Lo scopo dello psicoterapeuta non è di produrre uno stato mentale ma di produrre una mobilità mentale che permetta di seguire un percorso nel futuro” George Kelly.

Beatrice Bravi

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