“La casa di carta”, ovvero il piano perfetto per la rapina più grande della storia

Berlino, Tokio, Rio, Denver, Mosca, Nairobi, Helsinki e Olso. Vi dicono qualcosa, a parte essere nomi di città sparse in tutto il mondo? No, vero? Ecco, allora rimediate il più presto possibile vedendo la serie tv che voglio consigliarvi oggi, perché successivamente li amerete così tanto da desiderare un nome in codice ed essere uno di loro.

La casa di carta (La casa de papel) è una serie tv spagnola prodotta da Antena 3. Nella versione spagnola è composta da 15 episodi da settanta minuti, mentre Netflix, che la distribuisce nel resto del mondo, ha diviso gli episodi in due, creando per ora una prima stagione da tredici episodi.  Le attuali puntate che sono presenti su Netflix, gli episodi da 1 a 13, corrispondono alla totalità degli episodi spagnoli da 1 a 9. La seconda stagione in italiano, che corrisponderà agli episodi spagnoli da 10 a 15, verrà rilasciata da Netflix in 6 episodi, ma la data di rilascio non è ancora stata fissata

La trama per certi versi ricorda qualcosa a metà tra Le Iene di Tarantino e Ocean’s Eleven, ma non abbiate paura di trovare una “minestra” già vista.

Otto persone vengono reclutate per una rapina sfacciatamente ambiziosa, che più di qualcuno potrebbe considerare un atto suicida: rubare 2400 milioni di euro dalla Fábrica Nacional de Moneda y Timbre, la zecca nazionale spagnola, a Madrid. La selezione è stata svolta non solo in base alle competenze specifiche di ciascuno, ma tenendo conto soprattutto della loro condizione sociale: si tratta infatti di uomini e donne che, per varie ragioni, non hanno nulla da perdere. L’ideatore di questa impresa è una figura conosciuta come Il Professore (Alvaro Morte), incensurata e difficilmente identificabile. Una sola regola vale tra loro: nessuno deve conoscere il nome dell’altro e , per questo, vengono scelti i nomi in codice delle varie città.

Il Professore ha ideato un piano intricato e studiato nei minimi dettagli, compresi i possibili imprevisti e le reazioni delle Forze dell’Ordine durante la gestione della crisi. Eppure, come ci insegna la vita, niente è perfetto, figuriamoci quando c’è in ballo la rapina più grande della storia. Senza contare che la polizia ha un asso nella manica: l’ispettore Raquel Murillo (Itziar Ituño). Ostile verso i metodi dei Servizi Segreti e le azioni dei Reparti Speciali, è l’unica in grado di gestire il gioco mentale del Professore. Peccato che anche qui, nulla andrà come deve andare. O Forse sì.

Nonostante l’aspetto corale della serie tv, la vera protagonista è Tokyo (Ursula Corberó), ricercata per l’omicidio di un agente di polizia durante una precedente rapina. Tokyo è una di quelle donne che definiremmo “una testa calda”: bella, istintiva e passionale. Insomma, per cui è facile perdere la testa e che di sicuro creerà qualche problema alla gestione del piano. Siamo spesso guidati dalla sua voce, che introduce o commenta determinati momenti clou.

Gli episodi sono ben calibrati tra enigmi, azione e analisi psicologica dei rapinatori e dei vari ostaggi. Sin dalla prima puntata lo spettatore si trova immediatamente catapultato dentro la rapina e solo durante gli episodi, tramite azzeccati flashback si scopre tutto l’impegno e lo studio – sì, perché per prepararsi al colpo della vita hanno dovuto studiare per cinque mesi, come a scuola –  che c’è stato dietro l’organizzazione del colpo. L’intento della serie non è tanto quello di far affezionare lo spettatore ai rapinatori quanto quello di non liquidare la rapina solo per quella che è, ma comprendere le motivazioni sociali, economiche e politiche dietro il piano del Professore.

Nota di merito finale va alla colonna sonora e in particolare alla canzone Bella Ciao, che fa da sottofondo ad alcuni tra i momenti più importanti di tutti gli episodi.

 

Martina Mattone

Precedente Harry Winston: il miglior amico dei diamanti. Successivo #AnimationInReality: Gregory Masouras trasforma le principesse Disney in star.