La recensione di “Milk and Honey” di Rupi Kaur , fenomeno editoriale mondiale

  • Titolo: Milk and Honey
  • Autrice: Rupi Kaur
  • Anno:2017
  • Editore:tre60

Sinossi: Cosa nasconde l’intimo animo sensibile di una donna? Tra amori perduti, non corrisposti, insani, tra situazioni di vita complesse, difficoltà nel comprendere se stesse, nell’amare il proprio corpo, il proprio carattere aldilà di ciò che gli altri pensano, tra incertezze, dubbi, paure, la capacità di guardare sempre a testa alta il mondo, senza timore di far sentire la propria voce. All’interno di questo libro di poesie di soltanto 204 pagine, è racchiusa tutta la sottile essenza della personalità femminile, suddiviso in quattro sezioni: il ferire, l’amare, lo spezzare, il guarire. Quattro capitoli che corrispondono ai quattro punti fondamentali che ogni donna, nel corso della sua vita, nolente o dolente, è costretta a passare e superare. Ogni poesia è inoltre corredata da un disegno realizzato dalla stessa autrice, in un connubio unico tra arte e scrittura.

IL FERIRE: Questa parte è dedicata al passaggio più difficoltoso: il sentirsi usate, ferite, manipolate, aggredite dalle persone a cui affidiamo tutta la nostra vita. All’interno di questa raccolta ci sono poesie che raccontano il dolore profondo di donne tradite nel profondo: ragazze che hanno fatto della loro bellezza un tallone di Achille, strumentalizzate e sfruttate sessualmente a causa del loro fascino catturante, mogli e madri di famiglia picchiate a morte dai loro stessi mariti, giovani aggredite verbalmente, ridotte a nulla, bambine violentate da parenti inaffidabili, da padri crudeli.

Quando mia madre apre bocca
per conversare a cena
mio padre le conficca la parola taci
fra le labbra e le dice di non
parlare mai con la bocca piena
è così che le donne della mia famiglia
hanno imparato a vivere a bocca chiusa.

L’AMARE: Fondamentale nella vita di ogni donna, fin da bambine, ancor prima di scoprire questo sentimento, ancor prima di capirne la vera natura, impariamo quasi spontaneamente l’arte di dare e ricevere, attaccandoci morbosamente ai primi esseri che siano disposti a riempire ogni nostro vuoto, ci affidiamo, affezioniamo, iniziamo a desiderare incessantemente braccia altrui per coprire le nostre.Le poesie di questa sezione riguardano storie di innamoramento femminile, di ogni genere ed età: dal pacato amore infantile verso la figura paterna, all’infatuazione adolescenziale ricca di vergogna e pudore, all’ardua passionalità adulta, con l’indistinguibile spirito perennemente infuocato che contraddistingue ogni donna, quando è cosciente di ciò che vuole e lotta ardentemente per raggiungerlo.

Magari non sei stato il mio primo amore
ma sei stato l’amore che ha reso
tutti gli altri amori
marginali.

LO SPEZZARE: Descrive in modo dettagliato il processo di trasformazione della donna ferita, che decide di tagliare ogni contatto con il carnefice, rompendo quel circolo vizioso che si instaura tra perseguitato e persecutore. Ognuna diversa, ognuna a modo suo, imparando a sopportare l’assenza, abituandosi alla solitudine, magari con qualche ripensamento iniziale.

Se me ne sono andata non è perché
avevo smesso di amarti
me ne sono andata perché più
restavo meno
amavo me

IL GUARIRE: L’ultima parte è in assoluto la più bella e riflessiva. Le poesie contenute al suo interno contengono racconti di rinascita, storie di donne, ragazze, che hanno trovato nel profondo del loro essere, la vera risposta per la felicità, che hanno capito l’importanza del stare bene con se stesse, prima di tentare qualsiasi tipo di relazione.
L’uomo, che nelle precedenti poesie era il fulcro del dolore e della rabbia femminile, causa e conseguenza delle azioni della donna, adesso passa in secondo piano, il centro, il vero centro è semplicemente il proprio essere.
Accettare il proprio carattere, il proprio corpo, il propri difetti è il primo passo verso la più importante storia d’amore della nostra vita: quella con noi stessi.

Mi piace che le smagliature
sulle mie cosce sappiano di umano
che noi siamo tenere
eppure rudi e selvagge da giungla
quando occorre
ecco cosa amo di noi
la nostra capacità di emozioni
la nostra impavidità verso il crollo
il medicarci le ferite con grazia
il solo fatto d’esser donna
di definirmi donna
mi rende integra
e completa.


Inutile dire che è un libro estremamente toccante e adatto a chi, in special modo, ama i libri riflessivi, che aggrappano tematiche contemporanee e allo stesso tempo “rivoluzionarie”. È un libro che lascia il segno, che accresce la propria personalità, scavando nel profondo, capovolgendo tutte le precedenti convinzioni.
In Milk and Honey l’autrice ci presenta una figura femminile totalmente stravolta dalle credenze antiche: una donna autrice di se stessa, capace di risorgere dalle ceneri, capace di preferire la solitudine all’amore di un uomo violento, una donna che soffre ma dal dolore ricava un insegnamento e migliora la sua vita.
Il linguaggio d’altra parte, è una componente fondamentale nella riuscita di queste poesie; la schiettezza si mescola con il drammatico, creando continui giochi di alterazione emotiva, si passa dalla freddezza crudele della raccolta “il ferire” e “lo spezzare” , alla tranquillità acquietata della raccolta “l’amare” e “il guarire”.

 

Miriana La Bella

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