Con la salute non si scherza! Di diete fai da te, diete start-up e diete dell’ultimo minuto abbiamo parlato con Nicoletta Cecchetti, biologa nutrizionista.

«Siete insoddisfatte del vostro corpo? Volete perdere 5, 10, 15 kg?», «Pancia piatta, via la cellulite, abbiamo la soluzione per te!», «Meno 10 kg in 3 settimane, si può!». Post come questi spopolano sui social, riempiendo la home di facebook e instagram, facendo leva sugli adolescenti, i più fragili e insicuri, le “neomamme“, che hanno visto cambiare il proprio corpo,  e tutte quelle persone che hanno problemi di autostima. L’invito di Voci di Fondo è di diffidare però dai cosiddetti «ciarlatani» del web, sintetizzabili nella figura del «coach alimentare» e di consultare medici e specialisti. Di diete fai da te, diete dell’ultimo minuto, diete start-up con bibitoni e frullati  e molto altro abbiamo chiesto ad un’esperta, la dott.ssa Nicoletta Cecchetti, biologa nutrizionista, specializzata in Alimentazione ed Educazione alla salute. 

D: Salve, Nicoletta, e grazie per aver accettato il nostro invito. Facciamo un po’ chiarezza: dietologo, dietista o biologo nutrizionista come va scelto il professionista giusto a cui rivolgersi? 

R: Si tratta di tre figure professionali che si occupano della salute e del benessere della persona. Devo dire che a riguardo c’è ancora tanta confusione. Il Dietologo è un medico in possesso di laurea in medicina e specializzazione in dietologia, oltre ad elaborare diete, può prescrivere farmaci ed esami del sangue opportuni per una diagnosi. Il Dietista è un professionista sanitario in possesso di laurea triennale, che organizza e coordina attività relative all’alimentazione. Collabora con gli organi preposti alla tutela dell’aspetto igienico-sanitario del servizio di alimentazione ed elabora le diete prescritte dal medico, controllando l’accettabilità da parte del paziente. Il Biologo nutrizionista, invece, biologo in possesso di laurea di cinque anni e iscritto nella Sez.A dell’Ordine Nazionale dei Biologi, può elaborare e firmare diete in totale autonomia; non può però prescrivere farmaci e fare diagnosi. Si occupa principalmente di prevenzione e di educazione alimentare.

D: Al di là dei problemi di peso, per quale altra ragione una persona dovrebbe recarsi da un nutrizionista per sentirsi meglio? Stitichezza, gonfiore, mancanza di autostima?

R: La perdita di peso è sicuramente la motivazione che spinge la maggior parte delle persone ad intraprendere un percorso nutrizionale. Oggigiorno, però, c’è sempre una maggiore richiesta della nostra figura professionale in altri settori che vanno da problematiche gastrointestinali, allergie, intolleranze alimentari, diabete, ipertensione, dislipidemie (esempio ipercolesterolemia), a questioni di fertilità, e tante altre. Pure molti sportivi si rivolgono a noi, magari perché hanno bisogno di seguire un particolare regime alimentare in vista di una gara, come anche famiglie che vogliono migliorare il proprio stile di vita ed educare i bambini ad una sana alimentazione.

D: Come stabilire il proprio peso ideale?
R: La valutazione del peso ideale non si basa su un semplice calcolo. Noi abbiamo a disposizione molte formule in letteratura per valutare il peso ideale di un paziente, ma molto spesso queste formule danno risultati troppo lontani dalla realtà. Per prima cosa valutiamo l’Indice di massa corporea, ovvero un valore che definisce la classe di peso del soggetto che abbiamo davanti sulla base di quanto stabilito dall’Organizzazione Mondiale di Sanità. Purtroppo però per molti pazienti questo non è sufficiente. Un grande limite dell’Indice di Massa è quello di non tener conto della composizione corporea del soggetto, quindi non permette di distinguere variazioni di peso dovute all’entità della massa muscolare, della massa ossea, al contenuto di acqua o all’accumulo di grasso. Quindi può capitare di avere di fronte un soggetto classificato come sovrappeso, ma che in realtà ha una massa muscolare molto sviluppata. In studio si effettuano valutazioni più approfondite della composizione corporea tramite strumenti come plicomentro e bioimpendenziometro. In questo modo la determinazione del peso ideale diventa più realistica.

D: Quanto sono pericolose le diete fai da te?
R: Le diete fai da te sono estremamente pericolose in quanto molto spesso troppo ipocaloriche e assai sbilanciate da un punto di vista nutrizionale. Molte di queste diete sono iperproteiche quindi protratte a lungo possono provocare danni a reni e fegato, oltre a non essere educative. Il ruolo di noi nutrizionisti non è semplicemente quello di “elaborare una dieta” per far perdere massa grassa al soggetto, ma è quello di educarlo, far comprendere il suo rapporto con il cibo e aiutarlo a mangiare in modo sano in base al suo lavoro, ai suoi impegni, al suo stile di vita.

D: Diete start-up con bibitoni, frullati et similia al seguito. È vero che i chili tornano con gli interessi? Quali sono i rischi?

R: Non conosco in dettaglio queste diete, ma ho qualcosa di importante da dire. Noi prima di elaborare una dieta facciamo una visita di una durata non inferiore ad un’ora per valutare attentamente lo stato di salute del paziente, le sue patologie, la sua storia familiare e altro; questo ci serve per elaborare una dieta che permetta non solo di perdere massa grassa (nel caso sia questo l’obiettivo) ma anche e soprattutto quello di migliorare lo stato di salute del soggetto. Questi “regimi alimentari” – non saprei come altro definirli – vengono elaborati da persone che non conoscono la fisiologia umana, la biochimica … Gente inesperta! Questi regimi possono certamente servire per perdere i chili di troppo, ma migliorano effettivamente lo stato di salute del soggetto che li segue?

D: Quali sono i vantaggi del cibo biologico?
R: I vantaggi del mondo biologico riguardano soprattutto l’ambiente e il benessere degli animali. Qualche ricerca rinviene nella frutta e verdura biologica più vitamina C, più sali minerali e antiossidanti. Per quanto riguarda l’allevamento biologico, gli animali devono essere nutriti con prodotti ottenuti dal metodo biologico. L’allevamento biologico è strettamente legato alla terra: il numero dei capi che si possono allevare dipende dall’estensione del terreno disponibile. I sistemi di allevamento devono soddisfare i bisogni fisiologici degli animali. Il trasporto del bestiame deve avvenire nel più breve tempo e in modo da affaticare quest’ultimo il meno possibile. Oltre che porre l’accento sul cibo biologico cosa molto importante è la stagionalità degli alimenti. I prodotti di stagione, biologici o non, vantano profili nutrizionali migliori, difatti sono più ricchi di vitamine, sali minerali antiossidanti.

D: È consigliabile una dieta vegana?
R: Una dieta vegana, basata prevalentemente su cereali possibilmente integrali, legumi, semi oleaginosi, verdura e frutta è adeguata da un punto di vista nutrizionale solo se correttamente pianificata. È consigliabile rivolgersi al nutrizionista in quanto il rischio di carenze nutrizionali è alto. In primo luogo è necessario valutare un’eventuale integrazione di vitamina D e B12. Inoltre i preparati vegani che si trovano sugli scaffali del supermercato non sono spesso il massimo per la salute; sono ricchi di farine raffinate, grassi vegetali (che non vuol dire migliori!), sale, ecc.. È importante imparare a leggere l’etichetta sulle confezioni. Inoltre per alcuni soggetti, esempio in casi di endometriosi, ipotiroidismo, problemi di colon irritabile, elaborare una dieta vegana che dia benefici in termini di salute per il soggetto è molto molto difficile.

D: Per i più piccoli, invece, che sono nella fase di sviluppo, puoi darci qualche consiglio? Che tipo di alimentazione è indicata? Lo sport è fondamentale?

R: La corretta alimentazione del bambino e dell’adolescente ha un ruolo di fondamentale importanza perché da una parte permette il normale sviluppo e dall’altra consente di acquisire delle buone abitudini alimentari. Infatti, l’alimentazione che seguiamo da adulti, spesso, rispecchia ciò che abbiamo imparato a mangiare da bambini. Diventa pertanto necessario un intervento nutrizionale precoce, in particolare nell’età scolare (6-10 anni), che passa attraverso un percorso di apprendimenti per acquisire sani abitudini alimentari dettate dal modello mediterraneo. L’alimentazione deve essere varia, con alternanza giornaliera di tutti gli alimenti in giuste quantità per prevenire carenze nutrizionali, con un apporto del 12-15% di proteine, 30% di grassi, 55-60% di carboidrati. È importante il frazionamento di pasti e delle calorie nella giornata, come anche evitare eventuali altri cibi fuori pasto, quale ad esempio snack dolci o salati. È raccomandata una giusta ripartizione dei nutrienti attraverso la rotazione dei vari alimenti, tesa da un lato a ridurre l’apporto di proteine, grassi animali, glucidi semplici, bevande zuccherate, dall’altra a privilegiare l’assunzione di carboidrati complessi (pasta, pane, riso e altri cereali), della fibra (legumi, frutta fresca, verdure, nel rispetto della stagionalità e delle cinque porzioni al giorno), l’uso di acqua naturale, di un minore apporto di sale e di metodi di cottura che non richiedono troppi grassi da condimento. Lo stile di vita deve essere più attivo, e l’apporto energetico e nutrizionale deve essere adeguato all’esercizio fisico e mentale del bambino.

D: Cibo ed emozione. Esiste una relazione tra ciò che mangiamo e ciò che siamo?

R: Assolutamente si. Mangiare non significa semplicemente soddisfare un bisogno primario. Il cibo riveste molteplici significati: viene usato per festeggiare, per ridurre lo stress o per trovare sollievo alla noia, all’ansia, alla rabbia, come consolazione nei momenti di tristezza e angoscia. Tutto questo viene detto “emotional eating” (mangiare emotivo) ed è un comportamento alimentare nel quale il cibo è utilizzato allo scopo di farci sentire meglio. La fame emotiva richiede particolari alimenti o “comfort foods”. Spesso, la fame emotiva rimane anche dopo aver mangiato e anche quando il senso di pienezza è stato raggiunto. Lo stomaco dice: “basta”, ma la testa ci spinge a continuare oltre il senso di sazietà. La fame emotiva si avverte nella “testa”. Pensiamo a un alimento, al suo sapore, al suo odore e lo dobbiamo avere. Quando questo comportamento avviene spesso e ogni volta che si è arrabbiati, stanchi, delusi il primo impulso è aprire il frigorifero, allora è necessario comprendere le ragioni di questo comportamento e porvi rimedio. Non solo l’emozione negativa rimane ma, a questa, si somma il senso di colpa per aver mangiato “troppo” o per aver mangiato cose non necessarie o addirittura, dannose. Per prima cosa, allora, è importante comprendere la motivazione che ci spinge a mangiare: emozioni o necessità di cibo? Imparare a riconoscere l’emozione che scatena il comportamento alimentare è il primo passo per gestire questa dipendenza dal cibo e cambiare le abitudini in modo definitivo.

D: Nicoletta, grazie per questa chiacchierata! 

R: Grazie a voi! Alla prossima! Un saluto a tutti i lettori di “Voci di Fondo”.

Sono la Dott.ssa Nicoletta Cecchetti, biologa nutrizionista, specializzata in Alimentazione ed Educazione alla salute. Conseguita la laurea magistrale in Biologia presso l’Università degli Studi di Bologna, ho frequentato il Master Nutrifor ottenendo il diploma di “Consulente Nutrizionale”. Ho approfondito ulteriormente le mie conoscenze relative alla nutrizione con il Master Universitario di II livello di durata biennale in “Alimentazione ed educazione alla salute” presso l’Università di Bologna. Sono iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, sezione A, matricola AA_072066. Ho operato presso il centro medico SMA (Servizi Medici Associati) di Milano, e presso il Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Continuamente aggiornata sulle ultime novità ed evidenze scientifiche, partecipo a convegni e seguo costantemente corsi di formazione in campo nutrizionale. Ad oggi svolgo attività di consulenza nutrizionale ed educazione alimentare per tutte le fasce di età. Nel 2017 ho formato un team con altre colleghe, dopo una serie di proficue collaborazioni, dando vita al progetto Nutrizione Sana. Il nuovo studio con sede ad Albignasego (PD) nasce per consentire a più professionisti con competenze ed esperienze specifiche nell’ambito della nutrizione di collaborare e confrontarsi per offrire un servizio di altissimo livello.

Cristina La Bella

Precedente "Non parlare con la bocca piena", recensione del libro di Chiara Francini. Successivo La primavera del ridicolo, spin-off del celebre festival livornese sull'umorismo.