La travolgente energia di “Billy Elliot – Il musical”

Quando si parla di “Billy Elliot” si pensa subito al famoso e brillante film del 2000, ma forse non tutti sanno che dall’ omonimo titolo è stato tratto un musical, che dal 2005 è campione di incassi al Victoria Palace Theatre di Londra (Vincitore di 4 Oliver Awards, il massimo riconoscimento europeo per i musical) mentre dal 2008 fa sognare gli spettatori a Broadway. Nel 2015 è ufficialmente approdato sulle scene italiane grazie a Massimo Romeo Piparo, che ha portato avanti il suo progetto nonostante gli “avversari” esteri famosi con cui andava confrontandosi. Due anni dopo il musical è ancora in tour, a dimostrazione del fatto che quella sfida è stata vinta e che si conferma come una delle produzioni più interessanti degli ultimi anni.


La storia è conosciuta: Billy Elliot ha 11 anni, è orfano di madre e vive in un’ Inghilterra thatcheriana, oppressa dagli scioperi e dalle rivolte, alle quali partecipano anche il padre e il fratello di Billy, entrambi minatori. Billy frequenta lezioni di pugilato per imposizione del padre e del fratello, ma tutto cambia quando, trattenutosi in palestra, assiste a delle lezioni di danza classica tenute da Mrs. Wilkinson. Di nascosto inizia a frequentare tali lezioni e l’insegnante nota in lui un notevole talento, a tal punto da volerlo portare a un provino della Royal Ballett Academy di Londra. Il privino lo passerà dopo non pochi ostacoli, tra cui lo sbigottimento e l’iniziale repressione del padre e del fratello quando scoprono le sue intenzioni, e grazie all’ aiuto di personaggi come l’esuberante nonna e l’amico “fru fru” Michael, che gli apre gli occhi sul fatto che gli stereotipi non devono essere di ostacolo, e che gli esseri umani sono tutti diversi tra loro, con passioni e talenti differenti, spronandolo in questo modo a seguire il suo sogno e a realizzare i propri desideri.

Lo spettacolo dura 2 ore e 40 circa, durante le quali non vi annoierete mai, grazie alle coinvolgenti canzoni (originariamente scritte da Elton John), alla scenografia, alla coreografia e alla bravura e simpatia del cast, che propone al pubblico temi sempre attuali e importanti, come l’omosessualità e le lotte operai, con leggerezza, delicatezza e allegria, rendendolo quindi adatto a tutte le età, specialmente ai bambini, che si lasceranno irrimediabilmente trascinare nella storia fino alla fine.

Arcangelo Ciulla, classe ’02, stupisce e incanta con la sua bravura, sia nel canto che anche, e soprattutto, nella danza (classica e moderna), Matteo Valentini a soli 13 anni è un perfetto Michael che lascia il pubblico senza parole di fronte alle sue mosse, Luca Biagini (in cui chi è di orecchio allenato riconoscerà il doppiatore di Stanley Tucci e di Doctor House nelle ultime due stagioni) è un padre burbero ma divertente, mentre Cristiana Noci fa sbellicare dalle risate nei panni della nonna. Tutti i protagonisti, comprese le bambine della classe di danza e il corpo di operai, sono perfetti nei loro ruoli e contribuiscono alla buona riuscita del musical, che anche quest’anno toccherà varie città italiane (i biglietti sono in vendita su Ticketone QUI) e che è un’occasione da non lasciarsi sfuggire se cercate uno spettacolo adatto a tutta la famiglia, vivace e travolgente, senza dover quindi andare a Londra o a New York!

Angelica Corà

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