Le Iene. Errori e curiosità dalla pellicola più dura e cinica di Tarantino

Le Iene (Reservoir Dogs) è il film esordio di Quentin Tarantino. Era il 1992 e il registra non aveva ancora trent’anni. Ex commesso di una videoteca e con una passione compulsiva per il mondo cinematografico, per la prima volta si metteva in gioco. Il film fu girato in sole cinque settimane, con un budget di poco più di un milione di dollari. La somma a disposizione era così irrisoria, che molti attori usarono i vestiti del proprio guardaroba! Nonostante i mezzi limitati la pellicola riscosse un grande successo. Divenne un cult e la sua fama crebbe di pari passo alla crescita di quella del registra. Quest’ultimo conquistò negli anni un suo spazio personale nell’ambiente cinematografico internazionale. Conosciuto da tutti come autore eclettico ed innovativo, dalla firma inconfondibile.
La trama è semplice. Un eterogeneo gruppo di malviventi viene riunito per un colpo. I rapinatori ingaggiati da Joe Cabot e dal figlio Eddie “il bello” non si conosco e hanno il divieto categorico di rivelare il loro vero nome. Per questo motivo ad ognuno di loro viene assegnato un nominativo fittizio, ispirato ai nomi dei colori: Mr. White, Mr. Brown, Mr. Pink, Mr. Orange, Mr. Blue e Mr. Blonde. La rapina programmata all’ importatore di diamanti finisce male. Si sospetta che nel gruppo ci sia un traditore e il dubbio sull ’identità di quest’ultimo sarà un punto di domanda fino all’atto conclusivo del film.

Mr. Pink: “Ci hanno ficcato in culo una mazza da baseball e io voglio sapere chi è stato.”

Il montaggio è eccellente e senza cadute, dal momento che la storia invece di svolgersi un evento di seguito all’altro in successione logica, anticipa e posticipa i singoli episodi. Questa tecnica crea una sorta di mosaico, che spinge lo spettatore in uno stato di tensione, nonché curiosità. I delinquenti presentati l’uno dopo l’altro, sono accuratamente caratterizzati, nulla è lasciato al caso.

Mentore di Mr. Orange:“ Le cose importanti da ricordare sono i dettagli, i dettagli rendono la storia credibile.”

CURIOSITÀ: Uno dei momenti iconici del film è la scena in cui Mr. Blonde, tortura il poliziotto Marvin tagliandogli un orecchio, dopo aver ballato sulle note di “Stuck in the Middle With You” dei Stealers Wheel. L’attore Michael Madsen ha dichiarato di non aver mai provato quella scena nelle prove, poiché ne era piuttosto spaventato. Non capiva cosa si intendesse nella sceneggiatura con “Mr. Blonde balla in modo maniacale”. Alla fine pensò a James Cagney, che in uno dei suoi film faceva uno strano balletto e cercò di imitarlo.

Il titolo originale “Reservoir Dogs” è stato ispirato dalla difficoltà che Tarantino aveva nel pronunciare il titolo Au revoir, les enfants, che chiamava The Reservoir film. La pellicola è deliberatamente influenzata da svariati film, in particolare dal cinema di Hong Kong, dalla Nouvelle Vague francese e dai film noir.
Il capannone utilizzato nelle riprese era un deposito funebre in costruzione. L’automobile di Mr. Blonde è una Cadillac Coupe de Ville: l’auto apparteneva davvero all’attore Michael Madsen.

ERRORI: Quando Mr. Pink ricorda la sua fuga dalla banca, scappa in mezzo alla folla e passa due volte davanti allo stesso negozio! Durante la tortura Marvin ha una macchia di sangue che va dai capelli sino al sopracciglio destro. Tale macchia sparisce e ricompare in un paio di occasioni, classico errore di continuità. Quando Mr. Blonde cosparge di benzina il poliziotto, in una inquadratura da dietro, quest’ultimo cerca di dare un calcio a Mr. Blonde. Tuttavia sia prima che dopo questa sequenza si vede benissimo che entrambe le gambe sono legate col nastro adesivo alle gambe della sedia!

Le Iene ha al suo interno tutte le tematiche ricorrenti della “poetica tarantiniana”. Humor nero, uso ossessivo e surreale dei dialoghi, violenza fino all’eccesso, cinismo, durezza e torbida crudeltà. È un film da vedere anche se non piace il genere, poiché fa parte della cultura cinematografica. Importante espressione artistica, merita di essere capita e ammirata.

 

Giulia Ponzin 09

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