Libri nel cuore: “Il sogno” di Émile Zola, una favola d’amore all’ombra di una cattedrale

  • Titolo: Il sogno
  • Autore: Émile Zolà
  • Edizione: Edizione Clandestine 2011
  • Titolo Originale: Le Reve
  • Anno di uscita: 1888

 

Sinossi: La dolce e ingenua Angelique, cresciuta all’ombra della cattedrale, dove la fede si nutre dell’esempio eroico dei santi e il fervore cristiano ne è la conseguenza immmediata, dove il miracolo è parte integrante del mondo, sogna il principe azzurro che verrà a riscattarla dalle sue umili origini. Ma quando il sogno d’amore sembra avverarsi, le convenzioni sociali, insensibili alla purezza dei sentimenti, ostacolano quest’anelito di felicità. E ad Angelique non resta che affidarsi, fiduciosa, al miracolo.

Recensione: Emile Zola, il grande naturalista francese, prende momentaneo congedo dall’analisi dei mali della società per regalarci una “fiaba” d’amore intrisa di misticismo popolare. Fiaba dai tenui colori pastello e dal realistico distacco del sogno evocato. Il sogno è uno degli ultimi romanzi del ciclo dei Rougon-Macquart, e qui troviamo uno Zolà più intimo; che si fonde con l’ambiente circostante che richiama ad una Francia legata a valori cristiani che non trascendono la realtà della vita civile, ma si intersecano, sfumandosi tra loro e traghettando le storie della gente che vi abita. Angelique viene trovata mentre si ripara da una nevicata furibonda, vicino alla cattedrale. Si ripara sotto gli occhi di quelle statue, di quei bassorilievi eterni che osservano la vita. Ed è proprio questo uno dei punti focali di questo romanzo, il naturalismo di Zolà che entra preponderante nella vita cristiana, che resta così ferma e monolitica ad osservare il  mondo, a “proteggere” i suoi figli, ma anche a deciderne i destini: sarà infatti l’amore di questa giovane donna per un sogno di felicità il tema centrale del romanzo, portato avanti con una maestria senza pari.

Non può lasciarci indifferenti, anche ai giorni nostri, poiché la religione, malgrado sembri così distante, è bene saperla comprendere anche nelle sue minime pieghe, nelle sue più ingombranti verità. L’amore e la vita, il destino che non sembra avere altro fine che il proprio compimento a qualsiasi costo, lasciando in balia di sogni, speranze, chi è comunque deciso a vivere.

Il sogno, rimane uno dei libri più profondi e, purtroppo,  meno conosciuti di Zolà, ma i temi con cui ha riempito questo metaforico calice, vanno sorseggiati pian piano, cercando di assaporarne ogni goccia.

Niccolò Inturrisi

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