Libri nel cuore: “Papà Goriot”, l’attualità di Balzac

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Titolo originale dell’opera:  Le père Goriot

Autore: Honorè de Balzac

Prima edizione: 1835, Revue de Paris

Ediz. di riferimento: 2015, Oscar Mondadori

Pag: 282

 

Sinossi: A Parigi, nella pensione di Mme Vauquer abitano Eugène de Rastignac, uno studente povero ma ambizioso, Vautrin, che si saprà essere un forzato evaso, e Goriot, un vecchio che sembra roso da una pena segreta. A poco a poco Eugène scopre il segreto di Goriot: si è rovinato per assicurare una vita agiata alle sue due figlie Anastasie e Delphine che, sposate a due nobili, vedono il padre solo per estorcergli i pochi soldi rimasti. Durante un furioso litigio tra le figlie alla presenza del padre, questi ha un attacco di apoplessia. Nell’agonia, in preda al delirio, Goriot crede che le figlie, che sono a un ballo, siano presenti e muore benedicendole. Eugène sarà l’unico che seguirà il funerale del vecchio.

Recensione: Ispirato ad un fatto di cronaca, il romanzo che ho scelto oggi per la rubrica “Libri nel cuore”, narra dell’amore cieco e fanatico del vecchio Goriot per le figlie, due creature ciniche e amorali che egli, con gravi sacrifici, ha innalzato ad uno stato sociale di molto superiore al proprio, ricavandone in cambio solo scherno, ingratitudine e abbandono.

Non possiamo parlare di Papà Goriot se non introducendo l’opera monumentale della Commedia Umana, di il romanzo rappresenta una parte, un capitolo. Questo dramma moderno ripercorre un filone staccato, una linea-schizzo, per citare Deleuze, che si ripercuote nella sua infinitezza e continuità nella Commedia Umana. Un insieme eterogeneo di linee di fuga che si propagano, che non hanno a che vedere l’una con l’altra in quanto alla direzione in cui si propagano, ma che poggiano tutte sulla stessa realtà: la vita. Questo momento della storia della Commedia Umana ripercorre le vicissitudini di un uomo dell’ ‘800, Il Signor Goriot. Lo incontriamo nelle vesti di un uomo qualsiasi: deriso nella sua incomprensione, schernito dalla società che egli non è reputato atto a capire, ad interpretare. E nessuno dei personaggi mancherà di ricordarlo, in una cinica e alquanto veritiera narrazione da parte dell’autore di una realtà che ci sembrerà trasudare  di verità.

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Per farci conoscere la realtà, Blazac racconta storie che non sono accadute; per farci capire i personaggi reali ne inventa altri simili a loro, che sono un esemplare della loro specie. Questo esemplare, però, può divenir così notevole da costituire una nuova specie, permettendoci di comprendere meglio il funzionamento di gruppi e forze in campo.

In questo assomigliava a molta gente che non si fida dei parenti e si abbandona al primo venuto. Fatto di costume curioso, ma vero, di cui è facile trovare radice nel cuore umano. Forse alcuni non hanno più nulla da guadagnare vicino alle persone con cui vivono; anzi dopo aver mostrato loro il vuoto della propria anima si sentono intimamente giudicate da quelle con una severità meritata; e così, provando un bisogno invincibile di adulazioni che non ricevono mai, oppure rosi dalla voglia di apparire possessori di qualità che non hanno, sperano di sorprendere la stima o il cuore degli estranei, a rischio, un giorno o l’altro, di abbassarsi.

Non possiamo certo nasconderci dal dichiarare l’attualità di un romanzo così impregnato di problematiche sociali, che trascendono il tempo in cui sono scritte, arrivando a noi lettori in maniera così diretta e specifica da farci identificare quasi come autori di questa “Commedia Umana”. La grandezza di Balzac è stata quella di saper congiungere queste ideali linee di fuga, farle riconoscere al grande pubblico attraverso una naturale empatia tra protagonisti e lettore. Balzac salda tra loro queste linee, congiungendo la società nelle sue problematiche più interne e familiari, a cui ha saputo imporre una manifestazione allo stesso empirica e spirituale, senza tralasciarne l’influenza che esercitano su ognuno di noi. È proprio dalla consapevolezza che la realtà è un divenire continuo di contingenze, che Balzac svilupperà il suo genio ed il suo scopo: renderci consapevoli.

Niccolò Inturrisi

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