“Ogni Storia è una Storia d’Amore” di A. D’Avenia: ovvero, quando a salvarci è l’amore

 

Titolo: ogni storia è una storia d’amore
Autore: Alessandro D’Avenia
Edizione: Mondadori
Anno di Pubblicazione: Ottobre 2017
Numero pagine: 339

 

L’amore salva? È una domanda che tutti si pongono almeno una volta nella loro vita; quel folle, imprevedibile ma necessario sentimento che agogniamo sperimentare con intensità, quel barlume di speranza che rende le nostre emozioni così pure nella loro semplicità. Insomma, proprio quell’amore cantato o descritto da chiunque, è davvero capace di sollevarci dalla nostra condizione umana e di renderci, perché no, addirittura divini? È questo l’interrogativo che Alessandro D’Avenia si e ci pone all’inizio de suo ultimo romanzo “Ogni storia è una storia d’amore”: e a chi avrebbe potuto chiedere delucidazioni se non alle donne,  quelle che forse più di tutti si avvicinano a toccare la vera essenza del sentimento? Così ha dunque inizio il nostro viaggio attraverso il tempo e lo spazio, attraverso gli occhi di alcune figure femminili che hanno contribuito, per motivi diversi, a rendere degna di essere vissuta, anche solo per qualche breve istante, la vita di alcuni grandi del passato, come Keates, Amedeo Modigliani, Guido Gozzano,  Alfred Hitchcock, J.R.R. Tolkien o  F.S.Fitzgerald: delle donne “Muse”, in altre parole, senza le quali i prodotti artistici degli uomini citati non sarebbero stati altrettanto degni di nota; nonostante ciò, ben poche volte il loro merito è stato riconosciuto e per poco le loro gesta non sono andate perdute nell’oblio.

Ma l’amore si sa, ha lo straordinario potere di riportare alla luce le storie dei paladini (in questo caso tutti al femminile) che si sono sacrificati nel suo nome e che hanno, spesso e purtroppo, sperimentato anche il suo opposto, il cosiddetto “disamore”: perché di sacrificio si parla soprattutto, sia spirituale che fisico, di agonia, di inquietudine, di desiderio, di passione brucata, di veleno e antidoto allo stesso tempo, di parole mai dette o dette troppo tardi, di baci consumati e di pace, sia momentanea che eterna.

A fare da filo conduttore di questo gomitolo che si districa storia dopo storia (narrate in maniera fittizia e in prima persona da un personaggio vicino ai protagonisti, per un totale di 36) è la vicenda di Orfeo ed Euridice, che D’Avenia considera l’archetipo di ogni storia d’amore, in quanto contempla ogni tappa dello sviluppo del sentimento, e che ci viene proposta e analizzata un pezzo alla volta: di filo si parla non a caso, in quanto in greco antico per indicare “filo” e “racconto” si usavano due parole molto simili, ovvero “mitos” e “mythos”. Alla fine di questo lungo viaggio, seppur paradossalmente breve essendo racchiuso in un numero determinato di pagine, lettore, autore e personaggi si riscoprono parte di una stessa trama, riferita sia al tessuto che al racconto, che ha il suo fulcro nella ricerca, di noi stessi, della metà mancante della mela, di una presenza felice capace di farci superare i nostri limiti, di farci rischiare e di farci credere che in fondo, ogni storia sia davvero una storia d’amore, a cominciare proprio dalla nostra.

 

Angelica Corà

 

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