Quanto ne sapete veramente sul caffè? Storia e curiosità di questa particolare bevanda

Il mio primo pensiero al mattino è la colazione: chi come me, appena si alza dal letto, si precipita in cucina a preparare il caffè? Scommetto che siamo in tanti ad avere una dipendenza da caffeina.  Ammetto di aver iniziato solo da pochi anni a berlo assiduamente, anche se con questo termine intendo una tazzina al giorno. Letteralmente, il mio cervello lo necessita: se non bevo il mio espresso almeno una volta al giorno, mi viene il mal di testa. Quanti come me?

Avendo quindi sviluppato questa inclinazione verso il caffè, ho deciso di documentarmi per saperne di più, quindi condividerò la mia conoscenza con voi in questo articolo. Per prima cosa sono rimasta sorpresa dal fatto che sia la Finlandia il Paese che consuma maggiormente caffè, quasi 10 kg pro-capite annuo. E chi se lo sarebbe immaginato? Non avrei mai indovinato se me lo avessero chiesto.  In Finlandia il momento del caffè è davvero fondamentale: infatti è l’unico Paese al mondo in cui la pausa caffè per i lavoratori è tutelata dalla legge.

La scienza ci dice che esiste anche l’ora migliore in cui bere il caffè:  tra le 9.30 e le 11.30 del mattino ogni momento è perfetto per una buona tazza di caffè.  Steven Miller, un  ricercatore della University of the Health Sciences di Bethesda nel Maryland (USA) ha affermato che scegliere una precisa fascia oraria in cui assumere il caffè eviterebbe di creare un senso di dipendenza.  Inoltre, una buona notizia per noi donne, il fatto che una ricerca dell’Università di Lund in Svizzera ha dimostrato che l’assunzione di caffè ridurrebbe anche il rischio del cancro al seno; particolarmente per le donne con una variante comune del gene CYP1A2. Per di più , il caffè negli uomini ridurrebbe anche il rischio del cancro alla prostata: in uno studio portato avanti dalla Harvard School of Public Health in un campione di 48mila uomini il 60% di questi ha ridotto il rischio del cancro con assunzione di sei o più tazze di caffè. Sempre per quanto riguarda i benefici del caffè, esso è anche ottimo antidepressivo: un’altra ricerca, sempre portata avanti dalla Harvard School Of Public Health, ha confermato che le persone che consumano dalle 2 alle 4 tazzine di caffè al giorno sono meno inclini al suicidio.3

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Ma il caffè, alla fine, perché si chiama proprio così? Chi ha definito il nome di questa bevanda?  Diffusa in Europa intorno al XVII secolo, in realtà le prime attestazioni si hanno intorno all’anno 1000 quando, commercianti arabi, tornavano dai loro viaggi in Africa con chicchi di caffè e producevano una bevanda che chiamavano qahwa , che significa eccitante. Infatti la Chiesa era contraria a questo tipo di bevanda, che bollava come “bevanda del diavolo” , ed era quindi  rilegata agli ambienti delle taverne. Solo nel XVIII con la tendenza dei caffè come punti di ritrovo per intellettuali, questa bevanda ebbe la sua rivincita. Ancora oggi il caffè rimane un appuntamento irrinunciabile per la maggior parte delle persone nel mondo, un momento di pausa o di incontri, insomma un piacere cui spesso è difficile rinunciare. Perché davanti ad una buona tazza di caffè si possono fare nuovi incontri o parlare con gli amici di sempre, oppure concedersi un momento tutto per se nel caos disordinato delle nostre vite.

 

Melania Rinaldi

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