Recensione di “102 chili sull’anima”, il libro di Francesca Sanzo.

Titolo: 102 chili sull’anima.

Autrice: Francesca Sanzo.

Pagine:  107

Anno: 2015

Editore: Giraldi editore.

 

 

Francesca Sanzo, autrice e protagonista di questa storia, decide di cambiare e intraprende una dieta per uscire dai chili di troppo e passare da una persona gravemente obesa al vero corpo che sente suo, come in una vera e propria muta. Per perdere molti chili bisogna innanzitutto capire perché si è arrivati ad “indossarne” tanti, tra salti e flashback tra presente e passato e la ricerca di un diverso stile di vita, per volersi bene…

L’anima nera. Non nascondere la tua anima nera, non zittirla, ma ascoltala, capiscila, abbracciala, perdonala e chiedile perdono per averla messa a tacere, aver soffocato le sue urla con cibi spazzatura, pasti abbondanti fuori luogo, pacchi di merendine nascosti in camera da letto per riempire quella voragine che minaccia di inghiottirti. La tua anima nera è nata quel lontano giorno in cui tuo padre, con una frase detta senza riflettere riguardo il tuo rendimento scolastico, ti ha fatto sentire stupida, seppure con buone intenzioni perché pensava potessi fare di più. La tua anima nera è cresciuta, in silenzio e nell’ ombra, ma ha continuato a tramare e farti del male, perché non sentendosi ascoltata e messa all’ angolo, è diventata la tua peggiore nemica. È sempre lei, quella che ogni volta che piange devi confortare con il cibo spazzatura, lei che continuava a crescere tutte le volte che ti sentivi inadeguata nel dover ricoprire diversi ruoli, compreso quello di mamma, che continua a gridarti che fai schifo, che non ce la farai mai, che devi ascoltarla. Solo ascoltando ed accettando, perdonando questa parte oscura che ti ricorda che nessuno è perfetto e che tutti possiamo fallire, potrai fare pace con te stessa e capire che un fallimento non è poi così grave ma possiamo trarne una lezione. E ti renderai conto, infine, che le diete punitive non servono a niente se non cambi stile di vita, ma soprattutto il modo in cui ti percepisci e ti stimi, e che insomma, la vera dieta comincia dalla mente. Solo dopo averla accettata e aver fatto pace con lei, non ignorandola, smetterai di rifugiarti nel cibo per stordirti e mettere a tacere la sofferenza, solo dopo che ti renderai conto che quell’ etichetta che ti porti addosso non è parte di te e puoi farne a meno, e che schermarti per evitare i dispiaceri dietro i chili di troppo non serve, come non serve tentare di riempire quel vuoto ingozzandoti, riuscirai a comprendere la tua anima nel bene e nel male. Poi capirai che puoi essere un’altra se lo vuoi, o meglio, puoi essere davvero te stessa e non “la cicciona”, come ti hanno etichettato, prima la tua parte oscura e poi gli altri, fino a farti vivere in simbiosi con quell’etichetta. Ma quando gli altri vedranno la tua trasformazione, o addirittura non ti riconosceranno, all’ inizio proveranno imbarazzo. Prima di tutto dovrai reggere lo scherno di quelli che credono che ci stai provando ma muori di fame e perciò la tua battaglia è persa in partenza: le stesse frasi che continuerà a gridarti la tua anima nera, ma infine sarà un grido sempre più impercettibile, che, anzi, si trasformerà in risata. Una risata piena, gioiosa, non sarcastica o di disprezzo.

La lotta di Francesca. Ancora una volta mi trovo a recensire un libro che è un messaggio di speranza, che stavolta riguarda la lotta contro l’obesità. Questa è la storia di Francesca, che a 40 anni è arrivata a pesare 102 chili senza neanche rendersene conto. Francesca si mette a nudo senza nessuna vergogna, racconta la sua vittoria contro i chili di troppo, vuole raccontarla perché ha fatto tesoro di questo suo percorso e sa che riferire  passo dopo passo le tappe della sua battaglia può essere di aiuto ad altre persone, ma può essere utile anche a chi non ha questi problemi, per capire meglio sé stessi e gli altri, perché, in effetti, ognuno di noi ospita dentro di sé un’ “anima nera”: tutti, chi più chi meno, magri o grassi, si portano dentro qualche genere di disagio o sofferenza. Francesca inizia a vincere solo quando ha il coraggio di guardare in faccia cosa c’è veramente dietro l’abitudine di ingozzarsi, e ogni chilo perso diventerà una pietra miliare nel suo percorso, così come i chilometri di camminata, che diventeranno sempre più facili da attraversare e sarà sempre meno schiacciante quel peso nell’ anima, e quindi  la leggerezza del fisico rifletterà quello del cuore e viceversa. Quel bagaglio di emozioni, di tristezza, di fallimenti che prima erano valigie pesanti che intralciano il cammino e tolgono il fiato come macigni sul cuore, si trasformeranno in ali. Perché solo guardando oltre ai fallimenti si può vedere la vittoria.

 

Cecilia Piras

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