Recensione de “La foresta assassina”, il thriller di Sara Blædel.

TITOLO: La foresta assassina

AUTORE: Sara Blaedel

EDIZIONI: Fazi

ANNO: 2018

PAGINE: 246

AUTORE: Sara Blædel, nata nel 1964 a Copenaghen, dopo aver lavorato come cameriera ha iniziato la sua carriera nel mondo dell’editoria danese fino a fondare, nel 1993, la prima casa editrice interamente dedicata ai romanzi gialli e ai thriller americani. In Italia ha pubblicato: Mai più libera (Fazi 2012), Le bambine dimenticate (Fazi, 2017).

 

SINOSSI: È una notte importante per il quindicenne Sune. Cresciuto in una comunità neopagana scandinava, è finalmente giunto il momento del suo rito di iniziazione: insieme al padre uscirà di casa bambino, per farvi ritorno da uomo. È il suo rito. Un falò è stato acceso in mezzo alla foresta, le lingue di fuoco vibrano nell’oscurità e le ombre nere oscillano fra gli alberi, gli uomini sono tutti lì per lui, per accoglierlo nel loro cerchio. E poi ecco una donna. Una prova difficile … Quella notte Sune sparirà nel nulla. Le indagini sono affidate alla detective Louise Rick, tornata al dipartimento di polizia dopo una lunga assenza forzata. Hvalsø, teatro della scomparsa del ragazzo, è il suo paesino d’origine, e per Louise questo caso si rivela un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, che la costringerà a fare i conti con i misteri del suo passato. Correndo gravi pericoli, riscoprirà poco alla volta una cittadina dove il manto invernale del Nord ha coperto ogni cosa ma dove, dietro paesaggi gelidi e immacolati, si nascondono terribili segreti e legami mortali.

RECENSIONE:  

«Suo padre lo spinse all’interno del cerchio e il goði intonò il canto, camminando lentamente tutt’intorno. Per ogni punto cardinale si fermò a invocare un dio: a nord Odino, il supremo; a sud Thor, protettore dell’umanità; a est Freyr, preposto alla fecondità; e a ovest Frigg, sposa di Odino e signora della stabilità di coppia e del matrimonio».

La foresta assasina di Sara Blædel, può rappresentare una scoperta interessante o una conferma. Ammetto di non aver letto le opere precedenti e di scoprire ora tale autrice, che già mi invoglia alla lettura di altri libri suoi. Torna Louise Rick, detective danese, donna con un passato non facile, ma di carattere forte e testardo. Dove abbiamo già letto di donne così? Un po’ ovunque. Questa figura letteraria è spesso la chiave di un buon thriller. In ogni caso reputo che ogni personaggio abbia una propria ricchezza: Louise, riesce a coinvolgere il lettore e rispetto a Le bambine dimenticate (libro precedente in cui è sempre la protagonista) si respira un’aria diversa. Inoltre la storia si svolge in un ambiente dove vivi sono gli antichi culti paghi, un elemento di fascino in più, dato che l’autrice non punta tanto al mistero, in quanto fornisce dall’inizio tutti gli elementi per un quadro chiaro:  come esso sia stato creato, questo è da scoprire. La trama è costruita con un intreccio che funziona, con molti  colpi di scena che tengono viva l’attenzione rendendo la lettura molto piacevole. Non vi è lentezza nella narrazione che si svolge su due piani: quello in cui agisce Louise e quello del giovane Sune. I personaggi collaterali, agiscono in perfetto equilibrio impedendo l’emergere di una sola figura; man a mano che scorre la lettura, aumenta l’antipatia verso gli antagonisti di turno: in maniera efficace Sara  Blædel tratteggia personaggi rozzi e meschini. 

Il titolo si riferisce all’ambiente silvestre dove si svolgono le vicende, il quale assume quasi una personificazione  degli antichi dei che in esso sono evocati. La foresta ha un cuore che pulsa e uno stomaco vorace, chiede doni, si ribella; nasconde e protegge i segreti di chi è fedele alle antiche credenze. La foresta assassina è gradevole, coinvolgente, da leggere facilmente. Le atmosfere del profondo Nord, lo stile di vita della popolazione, il culto delle divinità norrene sono descritti fedelmente. Karin Slaughter, una delle  più amate firme del crime internazionale  ha affermato a proposito dell’autrice:

«Sara Blædel è una forza di cui bisogna tener conto. Quando si parla di gialli, tutti parlano di trend – scandinavi, tedeschi, russi. Blædel non è un trend: è una scrittrice di gialli molto dotata che, una dopo l’altra, confeziona storie solide e avvincenti che possono piacere a tutti i lettori del mondo».

Secondo Camilla Läckberg: «Sara Blædel è al suo apice. Louise Rick è un personaggio che farà tornare i lettori, che ne vorranno di più».  Non rimane che augurarvi buona lettura!

Arianna Puri

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