Recensione de “L’Estraneo” di Ursula Poznanski e Arno Strobel.

 

TITOLO: L’estraneo (Fremd)

AUTORE: Ursula Poznanski e Arno Strobel

EDIZIONI: Giunti 2017

PAGINE: 403

 

GLI AUTORI: Ursula Poznanski è nata nel 1968 in Austria, a Vienna, dove ha studiato e ancora vive con la famiglia. Redattrice e  giornalista in una casa editrice di medicina, dopo il successo del suo primo romanzo Erebos (pubblicato in Italia da Armenia nel 2011) ha deciso di diventare scrittrice a tempo pieno. Autrice di  numerosi libri per bambini e ragazzi sia di thriller per adulti (Blinde Vögel 2013;Fünf 2012), i suoi contatti sono TWITTER @ursulapoznanski, FACEBOOK https://it-it.facebook.com/ursula.poznanski.3, SITO www.ursula-poznanski.de (in tedesco). Arno Strobel è nato a Saarlouis nel 1962, ha lavorato a lungo per una grossa banca prima di dedicarsi interamente alla scrittura. Su  TWITTER @ArnoStrobel .

SINOSSI: Immagina di essere sola in casa avvolta in un accappatoio, dopo un bagno caldo. Improvvisamente senti un rumore al piano di sotto, uno strano tintinnio, poi un cassetto che si apre e si richiude. Scendi le scale, ti avvicini alla porta della cucina e d’un tratto ti trovi davanti un estraneo: inizi a gridare, lui non scappa, ti chiama per nome, sostiene di essere il tuo fidanzato e non capisce come tu possa non riconoscerlo. “È un pazzo! Uno di quelli che vivono in un mondo tutto loro, che soffrono di allucinazioni”. Chi è quell’uomo? Perché dice di conoscerti? Stai forse diventando pazza?”. Immagina di tornare a casa una sera: entri in cucina, ti versi un succo d’arancia e… Vedi la tua ragazza che comincia a gridare; è convinta che tu sia un ladro o un assassino. Ti scaglia addosso un fermacarte. Corre a chiudersi in camera. Le tue cose non ci sono più. Non c’è più niente di tuo in quella casa. Stai forse diventando pazzo? “La maniglia si abbassa, la porta si apre, lenta. Joanna  è davanti a me, girata di lato, però mi guarda, tiene ancora la mano sulla maniglia. I miei occhi superano il suo sguardo impaurito e si spingono verso il letto. Una morsa di ghiaccio mi stringe il petto. Forse non è Joanna ad aver perso la ragione, ma io. Il mio piumone, il mio cuscino, il mio armadio…non c’è più niente”. Siete entrambi intrappolati in un incubo. L’unico modo per uscirne è fidarsi l’uno dell’altra…

 

RECENSIONE: Joanna ed Erik, una coppia fino a quella sera. L’estraneo inizia con il loro incontro, decisamente  non quello di due innamorati: per lei il suo fidanzato è uno sconosciuto. Da subito dentro di me è nata la curiosità di sapere come e per quale motivo non vi sia più traccia  della storia con  lui  nella testa della protagonista, che oltre all’amnesia dovrà fare i conti con scatti improvvisi di violenza. Narrato in prima persona, tramite un alternarsi di punti di vista successivi,  il romanzo potrebbe considerarsi diviso in due parti: sembra inizialmente un thriller prettamente psicologico,  in seguito acquisisce risvolti gialli  con un ritmo  in crescendo. La trama (ingannevole e approssimativa non a caso) non ci avverte del cambio di rotta nella storia, così ci ritroviamo catapultati in una vicenda di  ben dimensioni più grandi. Erik attira le simpatie dei lettori, eppure: chi è il buono e chi il cattivo? È questa la domanda ricorrente. La coppia dovrà affrontare un percorso molto tortuoso, fidandosi l’una dell’altro: prova difficile da superare, almeno all’inizio.

I capitoli dal punto di vista di Joanna sono scritti da Ursula Poznanski, quelli di Erik da Arno Strobel: in tal modo la narrazione  risulta variata e credibile, come venisse raccontata da persone diverse, mantenendo comunque lo stesso stile. Particolare attenzione viene data  alla psiche dei due protagonisti: pensieri  e sentimenti, vengono descritti minuziosamente. Circa a metà del libro il ritmo cambia decisamente, la verità si srotola come un gomitolo di lana. Così se nella prima parte,  per quanto capace di attirare, risultava un po’ lento; nella seconda assistiamo decisamente ad un’accelerazione, che potrebbe dare la sensazione di un finale affrettato. Non è possibile svelarlo,  e forse è leggermente inferiore alle premesse. Un indizio? La storia è ambientata a Monaco di Baviera,  quindi nulla di più  logico e scontato che tutta la vicenda abbia a che fare con…! Leggere L’estraneo è stato piacevole, leggermente faticoso all’inizio, più scorrevole nel finale. Il merito dei due autori è nella capacità di suscitare curiosità e quindi il desiderio di continuare a leggere. Forse il finale, come ho scritto, è narrato velocemente, ma grande è il piacere di trovare risposta agli interrogativi iniziali. Buona lettura!

 

Arianna Puri

 

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