Riflessioni e pensieri sulla nobile arte dello studio

È molto infrequente udire un bambino o un adolescente esclamare con gaiezza: «Che bello studiare!» e preferire questa attività ad altre, ritenute più ludiche, distensive e appassionanti. Osservandoli mentre sbuffano, alzano gli occhi al cielo e si lamentano per la noia e la fatica di dover terminare i compiti o studiare minuziosamente la lezione, noi adulti ci ritroviamo il più delle volte combattuti. Da un lato li capiamo e comprendiamo fino a che punto lo studio possa rivelarsi gravoso e richieda sacrifici (nessuno di noi, ammettiamolo, adorava rinunciare al gioco e allo svago all’aria aperta con gli amici!), mentre dall’altro conosciamo altrettanto bene il suo incommensurabile valore, e saremmo dunque quasi portati all’intransigenza. Potendo tornare indietro, sono certa che la maggior parte di noi si impegnerebbe e studierebbe molto di più, con maggiore motivazione e convinzione (per la serie: «Se i giovani sapessero e i vecchi potessero»!). Fortunatamente, lo studio non termina né con la scuola, né con l’università, perché mai si finisce di acquisire nuove conoscenze e di fare esperienze e scoperte. Esso è una pietra preziosa che tutti abbiamo in mano e che nessuno ci potrà mai portare via.

«Studiare» deriva dal latino studium “applicazione, zelo, passione” e richiede motivazione, volontà, costanza, sacrificio, dedizione profonda, pratica e forte impegno. A fronte di tutto ciò, riceveremo però regali meravigliosi, probabilmente i più belli che si possano ricevere in una vita. Tra le pagine dei libri vedremo accendersi la nostra curiosità e il nostro interesse verso il mondo che ci circonda e ci abita, impareremo a conoscere, valutare, scegliere, e quindi ad essere liberi. Inoltre, scoprendo le nostre inclinazioni e le nostre passioni, ci incammineremo sulla via della realizzazione dei nostri sogni e, in ultima analisi, della felicità.

Se siamo e saremo più ricchi interiormente, con la mente e l’anima più aperta verso noi stessi e verso gli altri, una grandissima parte di ringraziamenti va indirizzata, ancora una volta, ai libri e alle loro finestre sulle più disparate realtà.

Di seguito, alcune tra le più belle riflessioni sull’onerosa quanto affascinante e nobile arte dello studio:

  • Seneca: Se saprai richiamarti agli studi, fuggirai ogni forma di fastidio della vita e non desidererai che venga la notte per noia della luce, non sarai di peso a te stesso né di troppo per gli altri; attrarrai molti nella tua amicizia e i migliori verranno da te.
  • Charles-Louis de Montesquieu: Lo studio è stato per me il rimedio principale contro i travagli della vita; non avendo io mai avuto un dispiacere che non mi sia passato dopo un’ora di lettura.
  • Confucio: Studiare senza riflettere è inutile. Riflettere senza studiare è pericoloso.
  • Gerhart Hauptmann: Una volta che sei diventato maestro in una cosa, diventa subito allievo in un’altra.
  • Leo Buscaglia: Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo.
  • Albert Einstein: Lo studio e, in generale, la ricerca della verità e della bellezza sono una sfera di attività nella quale ci è consentito di rimanere bambini per tutta la vita.
  • Proverbio cinese: L’apprendimento è un tesoro che seguirà il suo proprietario ovunque.
  • Proverbio arabo: Cinque sono i gradi per giungere alla saggezza: tacere, ascoltare, ricordare, agire, studiare.
  • David Eddings: Nessuna giornata in cui si è imparato qualcosa è andata persa.
  • Luciano De Crescenzo: Lo studio non è lavoro ma la forma più gloriosa di gioco.
  • Proverbio cinese: Chi trascura lo studio per sette anni, sarà sicuramente ignorante per settanta.
  • Simone Weil: La gioia di imparare è indispensabile agli studi come la respirazione ai corridori.
  • Bob Proctor: Io credo che le persone dovrebbero studiare un poco ogni giorno. Dovrebbe diventare un’abitudine, come spazzolarsi i denti, pettinarsi i capelli, farsi una doccia o vestirsi. Studiare la mente, le leggi dell’universo e i paradigmi. C’è abbastanza informazione su queste materie per fare sì che una persona studi per sempre.
  • Antonio Gramsci: Occorre persuadere molta gente che anche lo studio è un mestiere, e molto faticoso, con un suo speciale tirocinio, oltre che intellettuale, anche muscolare-nervoso: è un processo di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo, la noia e anche la sofferenza.
  • Oscar Wilde: Le cose vere della vita non si studiano né si imparano, ma si incontrano.
  • René Magritte: Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. Ma c’è un momento, un punto, in cui anch’egli deve fermarsi. Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia.
  • Karl Popper: Sognavo di poter un giorno fondare una scuola in cui si potesse apprendere senza annoiarsi, e si fosse stimolati a porre dei problemi e a discuterli; una scuola in cui non si dovessero sentire risposte non sollecitate a domande non poste; in cui non si dovesse studiare al fine di superare gli esami.
    Doris Lessing: Studiare è questo. Improvvisamente si comprende qualcosa che si era capita da tutta una vita, ma da un nuovo punto di vista.
  • Thomas Arnold: Escludete il latino ed il greco dalla vostra scuola e confinerete i vostri alunni entro angusti interessi limitati alla loro generazione ed a quella immediatamente precedente, tagliando fuori tanti secoli d’esperienza quasi che la razza umana fosse venuta al mondo nel 1500.
  • Cicerone: Ci sono più uomini resi nobili dallo studio di quanti lo siano dalla natura.
  • Aristotele: Lo studio è la migliore previdenza per la vecchiaia.
  • W.K. Hancock: Ho fatto la scoperta esaltante che lo studio, quando è perseguito con ardore e disciplina, diventa creazione.
  • Baruch Spinoza: Se si desidera che il presente sia diverso dal passato, studia il passato.
  • Silvio Pellico: Tutto ciò che impari, t’applica a impararlo con quanta più profondità è possibile. Gli studi superficiali producono troppo spesso uomini mediocri e presuntuosi.
  • Giacomo Leopardi: Non voglio vivere tra la turba; la mediocrità mi fa una paura mortale; ma io voglio alzarmi e farmi grande ed eterno coll’ingegno e collo studio: impresa ardua e forse vanissima per me, ma agli uomini bisogna non disanimarsi né disperare di loro stessi.
  • Francis Bacon: Vorrei vivere per studiare, non studiare per vivere.
  • Denis Diderot: Con il passare dei secoli, aumenterà il numero di libri, al punto che possiamo prevedere un tempo in cui imparare dai libri sarà difficile come studiare l’universo.
  • Henry L. Doherty: Superiamo l’idea che solo i ragazzi debbano dedicare il loro tempo allo studio. Si è uno studente finché si ha ancora qualcosa da imparare, e questo significa per tutta la vita.

Chiara Bolchini

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