«Signori si nasce», recensione di “Totò. Vita, opere, miracoli” di Giancarlo Governi.

TITOLO: Totò.Vita, opere, miracoli

AUTORE: Giancarlo Governi

EDIZIONE: Fazi

ANNO: 2017

PAGINE: 284

 

 

 

AUTORE: Giancarlo Governi è uno scrittore, giornalista, regista e autore televisivo italiano. Per la Rai ha lavorato, come capostruttura e autore, nel settore dello spettacolo leggero e della fiction e si può tranquillamente affermare che ha fatto scuola, creando un genere: quello dell’antologia dedicata ai grandi del cinema e dello spettacolo italiani e stranieri.

SINOSSI: Cinquant’anni fa moriva Tòtò, il Principe della risata, la risposta italiana a Charlot e Buster Keaton, che ci ha regalato quasi un centinaio di interpretazioni cinematografiche, diretto da registi del calibro di Pasolini e Monicelli; canzoni come la celeberrima “Malafemmena”, poesie – ricordiamo ‘A livella” – e la messa in scena di decine di rappresentazioni teatrali, dall’avanspettacolo alle grandi riviste. In questo libro, Giancarlo Governi, “Totologo” d’eccellenza, partendo dalle vicende personali del giovane Antonio Clemente – dalla nascita, nella sua Napoli, in un contesto di povertà ed emarginazione sociale fino alla faticosa gavetta nei teatri di Roma – ci guida in un viaggio biografico nella vita dell’attore italiano più famoso del mondo, facendoci scoprire che non esiste un solo Totò. Accanto a una meticolosa disanima della sua opera teatrale e cinematografica, letteraria, l’autore non trascura l’aspetto più intimo del Principe de Curtis e, attraverso un repertorio unico di testimonianze e ricordi dei familiari e dei grandi artisti con cui Totò ha collaborato, ci racconta le debolezze del grande comico, i suoi fallimenti amorosi, il suo precario stato di salute che alla fine lo costringe a rinunciare al teatro, il suo profondo senso di sconforto di fronte alla critica che lo accusava di mettere in scena sempre le solite “Totoate”.

RECENSIONE:

« Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo Paese, in cui però per venire riconosciuti qualcosa, bisogna morire.»

(Franca Faldini, citando le parole del compagno Totò).

Il libro inizia riportando gli ultimi due giorni di vita di Antonio Clemente, nome sconosciuto per molti:   trasformato in Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, sicuramente ci dirà di più, soprattutto quel De Curtis. Il 15 Aprile 1967 infatti moriva il grande Totò e cinquanta anni dopo mi trovo a leggere Totò. Vita, opere, miracoli. di Giancarlo Governi. Una biografia accurata, basata su testimonianze di chi lavorò  e visse con lui, come  Franca Faldini (attrice prima, giornalista e scrittrice poi, morta nel 2016) compagna degli ultimi quindici autrice di Totò. L’uomo e la maschera (1977). Governi  non si limita a riportare le versioni tradizionali, ma si interroga sulle varie possibilità, come nel caso delle ultime parole: «Ricordatevi che sono cattolico, apostolico, romano». Saranno davvero queste quelle pronunciate in punto di morte? Oppure: “T’aggio voluto bene Franca, proprio assai”, ultima dimostrazione di amore alla compagna.

Il libro, esauriente sotto ogni aspetto, è diviso in due parti: biografia e  cronistoria completa delle rappresentazioni teatrali, cinematografiche, dei passaggi in tv, delle “spalle”, delle poesie, delle canzoni – ricordiamo la celebre Malafemmena del ‘51 – le note biografiche, un glossarietto delle frasi celebri. Troviamo anche un contributo di Piero Montanari, arrangiatore musicale dei programmi tv di Governi. Leggendo scopriamo i numerosi aspetti dell’uomo che tutti conoscono come Totò: piccolo e povero, cresciuto con la nonna che non parlava italiano, pessimo a scuola ma già osservatore attendo di  caratteri che poi avrebbe trasferito sul palcoscenico; militare vittima di un attacco epilettico per farsi riformare; socialista e monarchico, di sicuro antifascista in fuga dai tedeschi con nella valigia salami e fagioli: “Io odio i capi, odio le dittature… Durante la guerra rischiai guai seri perché in teatro feci una feroce parodia di Hitler. Non me ne sono mai pentito perché il ridicolo era l’unico mezzo a mia disposizione per contestare quel mostro. Grazie a me, per una sera almeno, la gente rise di lui. Gli feci un gran dispetto, perché il potere odia le risate, se ne sente sminuito.” Donnaiolo con un divano in camerino, per intrattenere le sue ammiratrici durante l‘intervallo, i suoi mille amori tra cui Liliana Castagnola (una delle prime fiamme, morta suicida per amore di Totò), la moglie Diana Bandini Rogliani, Silvana Pampanini (a cui l’attore fece una corte serrata e una proposta di matrimonio rifiutata), la figlia Liliana. Geloso, cospargeva la soglia di casa con borotalco per capire se fosse entrato qualcuno in sua assenza; chiuso per ore nello studio con i suoi libri di araldica, ossessionato dalla ricerca di un’origine nobile; insonne, prima per gli orari imposti dalla vita teatrale, poi quasi cieco per la paura del buio completo (per un uso massiccio  di antibiotici contro una broncopolmonite virale, sul palcoscenico a Palermo nel 56’ perse la vista; già debilitata ad un occhio a causa di un  distacco della retina). Generoso, tornava a Santa Maria Antesaecula di notte per  infilare diecimila lire sotto le porte dei “bassi” o dava laute mance a camerieri, facchini, sarte. Si occupava degli orfani e faceva restaurare un canile a sue spese per ospitare i randagi. Un libro interessante, ancor più per chi ha visto vari film ma non conosce in profondità l’uomo Antonio. Chi si nasconde dietro la maschera di Totò? Spesso le biografie risultano pesanti, non in questo caso: sembra di vederlo, nella sua casa (l’ultima a via Monti Parioli 4), il principe De Curtis, con le maniere d’altri tempi, i suoi occhi che nel privato sono tinti di malinconia. E alla fine di questa lettura possiamo immaginare Totò mentre osserva la fama e i riconoscimenti da cui si sentiva escluso in vita, le  molte richieste di grazie e gli scritti lasciati davanti la cappella De Curtis, quasi fosse un San Gennaro laico, esclamare: “Ma mi faccia il piacere!”.

Totò. Vita, opere, miracoli davvero un piacere da leggere, mai noiosa, viva e a tratti divertente, in altri commovente. Non solo una biografia, ma anche uno spaccato sociale degli anni in cui visse il Principe della risata. Grazie a Giancarlo Governi, perché attraverso questo libro ci permette a cinquanta anni dalla sua morte,  di non dimenticare, dietro alle risate,  il professionista e l’uomo soprannominato Totò, ovvero Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio. Buona lettura!

 

Arianna Puri 

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