Speciale Sanremo. Vince Francesco Gabbani, dietro di lui Fiorella Mannoia e Ermal Meta

Francesco Gabbani è il vincitore della 67^ edizione del Festival di Sanremo, con la sua Occidentali’s Karma. Toscano dalla personalità spumeggiante e con tanto ritmo in corpo, il suo personaggio si era già affermato dalla sua vittoria nella categoria “Nuove Proposte” della scorsa edizione del festival sanremese. Nato a Carrara il 9 settembre 1982, inizia ad avvicinarsi alla musica già dall’infanzia, galeotto fu il negozio di strumenti musicali di famiglia. Grazie alla sua esperienza da musicante a 360 gradi all’età di 18 anni firma il suo primo contratto discografico insieme ai Trikobalto (band rock elettronica), che lo porterà poi ad un discreto successo: tra le diverse performance apriranno anche l’unica tappa italiana del concerto degli Oasis al BlueNote di Milano.

Dopo l’uscita dal gruppo nel 2009, nel 2015 Francesco partecipa e stravince il Festival di Sanremo, aggiudicandosi anche il premio della Critica Mia Martini e per il miglior testo Sergio Bardotti. Da questo trampolino di lancio nel mondo dei Big della musica italiana seguono collaborazioni con diversi autori tra i quali Francesco Renga e Adriano Celentano. Gabbani viene così accolto a braccia aperte nuovamente nell’ultima edizione del Festival ed è ad oggi il primo cantante ad aver vinto i due principali premi in due edizioni consecutive.

Francesco Gabbani è certamente un personaggio amato dal pubblico e ha capito al volo il modo giusto per farsi amare da tutti: aggancia chi si accontenta di un ritornello orecchiabile e di una scimmia ballerina e al contempo soddisfa i gusti più sofisticheggianti di un’audience intellettualoide.

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La vera strizzata d’occhio però è fare del ritornello e della mascotte della canzone la scimmia nuda di cui parla lo zoologo Desmond Morris; Occidentali’s Karma potrebbe essere considerata un abstract musicato dell’opera dello scienziato inglese menzionando la vicinanza con i nostri antenati primati e la maschera dietro la quale ci piace nasconderci come a voler tagliare il cordone ombelicale evolutivo.immagini-quotidiano-net

Questo Festival non poteva avere altro vincitore all’infuori di Gabbani, un piacione ma tale da rimanere comunque nei confini della modestia (vorrei ricordare il suo galante inginocchiamento alla Mannoia come primo gesto dopo la notizia della vittoria) e con un’intelligenza che non sa di professoroni brizzolati occhialuti con la giacca in tweed.

Oltre alla vittoria di Gabbani è stato molto apprezzato anche il resto del podio, ne sono dimostrazione i premi che ognuno dei finalisti si è aggiudicato: a Che sia benedetta di Fiorella Mannoia il premio Lucio Dalla della sala stampa, a Vietato morire di Ermal Meta il premio Mia Martini della critica e alla canzone vincitrice del festival il premio Tim per la popolarità in rete.

A differenza di altri anni la classifica concilia sommariamente i pareri di tutti, dato che sarebbe stato impossibile vedere gli altri due artisti in altre posizioni.

lapr2016-kxie-656x369corriere-web-nazionale_640x360Le uniche critiche sono state quelle degli esclusi dalla finale di sabato sera; la sconfitta brucia ma sarebbe bene accettarla dignitosamente senza scadere in frecciatine pronunciate con il dente avvelenato o gesti infantili come la razzia di Al Bano dal mazzo di fiori sanremesi del giovane Ermal Meta (speriamo sia complice l’età che avanza).

Quelle di quest’anno sono state canzoni forse meno coinvolgenti al primo impatto ma probabilmente a causa della loro intensità: necessitavano di tempo per essere metabolizzate e comprese a pieno. Sicuramente degni di nota Il diario degli errori di un giovane ma maturo Michele Bravi (amatissimo sul web), Portami via di Fabrizio Moro dedicato alla figlia e la coraggiosa Fatti bella per te di Paola Turci interpretata con grande intensità e fierezza.

Dopo alti e bassi Carlo Conti e Maria De Filippi sono riusciti a portare a termine questa edizione del Festival scoprendosi man mano sempre più complementari. La coppia ha infatti tenuto incollato alla televisione circa il 50% di share per quasi tutte le serate della manifestazione canora. Nonostante ogni anno si tema il crollo mediatico, il Festival di Sanremo fortunatamente è ancora in grado di risvegliare la tradizione italiana che anche se forse ultimamente si è assopita, smorzata da uno spirito più global, si dimostra sempre latente pronta a ridestarsi quando chiamata.

Beatrice Bravi

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