Con “Storia della mia ansia” Daria Bignardi mette a nudo l’inquietudine femminile

 

Titolo: Storia della mia ansia
Autrice: Daria Bignardi
Anno: 2018
Editore: Mondadori

Lea è una giovane donna di quarantanove anni, vive una vita apparentemente serena e tranquilla, fatta di grandi soddisfazioni lavorative e familiari: Lea infatti, svolge un ruolo che ha sempre sognato fin dagli albori, autrice di molteplici spettacoli e scrittrice, immersa dall’affetto dei suoi tre figli e del marito Shlomo. La realtà però, è ben diversa da come si presenta: già dalle prime pagine capiamo il rapporto difficoltoso di Lea con suo marito, anaffettivo, distante, a tratti completamente indifferente nei suoi confronti.

“Disprezza i sentimentalismi, i sentimenti lo annoiano. A volte penso che sia stato vaccinato dalla sua infanzia di bambino grasso. A tredici anni ha scoperto la palestra e si è trasformato nell’uomo massiccio di oggi, ma è stato un bambino grasso, con una madre rigida e un padre assente ed è cresciuto in una comunità ristretta e contadina. Quello che impari da bambino non lo perdi più.”

Ma a minare la felicità della protagonista non è soltanto suo marito, la frenetica vita lavorativa e i tre figli che richiedono attenzioni più del dovuto, la catapultano in un tunnel di continue privazioni e stress che degenerano in lei in una forma di ansia perenne.

La malattia, che ormai ha toccato l’apice dell’imprevedibilità, la porta ad estraniarsi dalla serenità e dalla socialità, l’abuso di farmaci e la confusione mentale sono all’ordine del giorno, in una routine viziosa che ormai è diventata la normalità per Lea.

Dal canto suo la donna, non fa nulla per migliorare, si consola sulle sue convinzioni, crede di aver ereditato la malattia dalla madre, che soffriva periodicamente di attacchi di panico e depressione e di non poter fare più nulla per cambiare la situazione.

Un giorno però, inaspettatamente, dopo aver accusato dei dolori particolarmente preoccupanti sotto il seno, la terribile notizia: Lea ha un cancro.

“L’ultima cosa che mi sarei aspettata era di avere un tumore per due motivi. Il primo è che non ho precedenti di malattie al seno in famiglia, non fumo , mangio molta verdura e poca carne, non ho mai preso la pillola, sono magra.”

Il tumore sconvolge completamente la vita di Lea, che si trova a combattere contro una malattia ben più mortale dell’ansia, ma, se da una parte la paura è tanta, dall’altra diventa motivo di cambiamento, la donna inizia a frequentare l’ambiente ospedaliero, conosce medici, infermieri, psicologi e si trova ben presto a contatto con Luca, giovane insegnante d’inglese che combatte il suo stesso mostro.

Tra chiacchiere e confidenze, Lea trova finalmente la forza per affrontare al meglio la vita ed andare a fondo della sua ansia, ripercorre il rapporto difficoltoso con i suoi genitori e quello con suo marito, arrivando addirittura a mettere in discussione quell’amore, per il quale per anni si era immolata. La malattia riscopre in lei una nuova tenacia, una nuova Lea, pronta ad eliminare ogni dipendenza superflua nella sua vita.

Quale miglior modo di combattere un mostro, imponendosi di sconfiggere un mostro più grande?

Questa domanda riassume il fulcro dello splendido romanzo della Bignardi, che affronta con spirito ottimistico le vicende di Lea, donna fragile ed emotivamente distrutta, che riesce, grazie alla sua grandiosa forza di volontà, a surclassare una malattia (quella mentale), grazie proprio a quella malattia fisica che inizialmente l’aveva spaventata a morte. Lo spirito guerriero di Lea, è quello che purtroppo, al giorno d’oggi, sono costrette a tirare fuori tante altre persone affette dallo stesso problema, il pensiero che un malore possa portarsi dietro il meglio di noi, possa completamente alienarci, è purtroppo un fattore tanto presente quanto sottovalutato all’interno della nostra società.

Solo quando ci tocca personalmente, possiamo intuire la grande forza di volontà che si cela dietro i sorrisi forzati di quelle persone che si ostinano a lottare contro una qualsiasi malattia, la loro voglia di vincere è di gran lunga più forte della paura di perdere.

 

Miriana La Bella

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