“Time’s up”: il movimento contro gli abusi sessuali che sta scuotendo Hollywood (e non solo)

Tempo scaduto. È finito il tempo delle violenze, dei silenzi e dei sotterfugi: Time’s up segna finalmente l’inizio di un grande movimento di mobilitazione, che sta scuotendo Hollywood e non solo. Dopo le numerose denunce di abusi sessuali rivolte contro il produttore Harvey Weinstein e altre personalità di spicco del settore dello spettacolo, come l’attore Kevin Spacey, un’ondata di reazioni si è mossa da tutto il mondo e in particolar modo a Hollywood, centro degli scandali. Sono state queste le gocce che hanno fatto traboccare il vaso e portato alla fondazione, il 1 Gennaio 2018, del movimento “Time’s up”: nuovo anno e nuovo proposito dunque, quello di supportare legalmente ed economicamente tutte le donne e gli uomini molestati sessualmente o psicologicamente sul lavoro, non solo appartenenti allo show business, ma anche ad altri settori, ad esempio quello domestico e agricolo.

A dare voce ai propositi e agli obiettivi del movimento è stata una lettera firmata dalle donne più famose d’America e pubblicata sul New York Times e su La Opinion: una vera e propria chiamata alle armi che ha già coinvolto più di 300 personalità, da attrici come Jessica Chastain, Cate Blanchett, Natalie Portman e Reese Witherspoon a scrittici, avvocatesse e non solo, anche grazie all’hastag #MeToo. La lettera dichiara come non ci sia più spazio per la tolleranza e l’attesa in quanto adesso è il momento di agire, per salvaguardare chi ha già subito violenze e per prevenire il più possibile i tentativi futuri. In poche ore il movimento ha raccolto circa 13 milioni di dollari grazie alle donazioni che si possono fare sul sito www.timesupnow.com: e il totale da allora è aumentato parecchio, se si pensa soltanto che Mark Wahlberg ha donato l’1.5 milioni di dollari ottenuto per rigirare alcune scene di “Tutti i soldi del mondo” (contro i 1000 guadagnati dalla sua controparte femminile Michelle Willias) e che Timothee Chalamet ha devoluto l’intera somma guadagnata per partecipare all’ultimo film di Woody Allen. Ma la protesta non è finita qui: oltre all’incitare le donne a parlare contro chi ha fatto loro del male (a finire nel mirino sono stati recentemente James Franco ed Aziz Ansari ad esempio), le attrici (e anche attori) di Hollywood hanno dimostrato il loro supporto alla causa vestendosi di nero durante la 75° edizione dei Golden Globes; ora quegli abiti indossati saranno messi all’asta su Ebay per mezzo di una lotteria (la donazione minima per prendervi parte è 25 Dollari), e il ricavato sarà interamente volto al sostegno di Time’s Up.

Motivazionale è stato il discorso di Oprah Winfrey, che durante la serata ha ritirato il premio alla carriera: “Quest’anno noi siamo diventate la storia” Ha dichiarato, “Ma non è una storia che riguarda solo l’industria dell’intrattenimento. Questa storia trascende ogni cultura, geografia, razza, religione, politica o lavoro. (…) Voglio che tutte le ragazze che ora ci stanno guardando sappiano che c’è all’orizzonte un nuovo giorno, grazie a tante donne meravigliose – molte sono proprio qui, in questa stanza – e ad alcuni uomini fenomenali che stanno lottando duramente per essere i leader che ci condurranno fino al momento in cui nessuno dovrà più dire ‘Me too’”. Siamo sicuri che durante l’Award Season in corso ci sarà ancora occasione e modo di dar voce a chi non ne ha avuta per troppo tempo: e speriamo soprattutto che Time’s Up segni di fatto l’alba di un nuovo giorno la cui luce sarà in grado di sconfiggere le tenebre della violenza e del silenzio.

 

Angelica Corà

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